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sabato 25 maggio 2024
 
Colloqui col Padre
 

Una preghiera per i bambini abortiti

21/03/2019 

Gentile direttore, posso recitare ogni sera questa preghiera che ho scritto, oppure il concetto dei bambini abortiti che diventano angeli è un errore da evitare, anche se è una metafora? Ecco il testo: «Angeli del perdono che eravate creature concepite senza amore e abortite per paura della vita o di un figlio diverso agli occhi umani. Fra tutti gli angeli i più amati dal Signore, destinati a giudicare dopo la vita gli uomini e le donne colpevoli di mancanza di amore e pietà verso un figlio mai nato. Come tutti quelli che in Terra non hanno avuto nulla siete stati compensati in Cielo con tale e tanto amore da perdonare il male ricevuto da chi vi ha concepiti e non amati e portarlo al pentimento. In nome del vostro grande ardore vi prego, angeli del perdono, di infondere amore nel cuore di chi concepisce una creatura. E che tutti i bambini concepiti ricevano lo stesso amore che Gesù ricevette da Giuseppe e Maria. Amen».

CARLO BASSO

Caro Carlo, il riferimento agli angeli è, come dici tu, una metafora. Peraltro, la tua preghiera chiede a Dio, per mezzo della loro intercessione, di infondere amore e di far arrivare amore a tutti. Quindi, non vedo alcun problema a recitarla. C’è dietro una questione teologica che è emersa in un documento del 2007 della Commissione teologica internazionale, approvato da Benedetto XVI e intitolato La speranza della salvezza per i bambini che muoiono senza Battesimo. Nella nota 99 si legge come «l’editio typica dell’enciclica di papa Giovanni Paolo II, Evangelium vitae, abbia sostituito il testo del numero 99: “Vi accorgerete che nulla è perduto e potrete chiedere perdono anche al vostro bambino, che ora vive nel Signore” (una formulazione che poteva prestarsi a una interpretazione errata), con questo testo definitivo: [...] “A questo stesso Padre e alla sua misericordia voi potete affidare con speranza il vostro bambino”.

In altre parole, per i bimbi mai nati per cause naturali o perché abortiti volontariamente si preferisce parlare di speranza e non di certezza. Ma solo per non minimizzare la necessità e l’importanza del Battesimo. Tuttavia la speranza cristiana non è un vago auspicio, ma la certezza di chi ama e si affida a Dio.

 
 
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