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giovedì 18 agosto 2022
 
Siria
 

Una radio per i rifugiati

31/01/2014  Un progetto radiofonico di "Un Ponte per...", in collaborazione con l'Unesco, garantirà accesso all’informazione e libertà di espressione ai 700 mila profughi siriani in Giordania

© Un Ponte Per...
© Un Ponte Per...

Tra gli innumerevoli problemi che devono fronteggiare ogni giorno i 700 mila profughi siriani arrivati in Giordania, è centrale l'accesso a una corretta informazione. Di per sé un diritto fondamentale di ogni essere umano, l'informazione acquisisce ulteriore importanza nel caso di persone fuggite dal proprio Paese, prostrate moralmente ed economicamente, incerte e insicure sul proprio futuro. Perché il rischio concreto è quello di finire nelle mani di speculatori o di criminali, che profittano dello spaesamento in cui si trovano i rifugiati.

A questo bisogno primario, e quindi per migliorare nel complesso la risposta umanitaria all'emergenza, si è dedicata "Un Ponte Per..." che ha constatato l’assenza di una piattaforma di comunicazione dedicata ai rifugiati e la mancanza di corretta divulgazione di informazioni sui servizi umanitari. E per questo ha inaugurato lo scorso dicembre la seconda fase del progetto radiofonico Sa’a Suriya (“L’ora siriana”), dopo una prima fase sperimentale e una campagna radiofonica per la scolarizzazione dei minori.

© Un Ponte Per...
© Un Ponte Per...

L’obiettivo è promuovere uno spazio di comunicazione per i rifugiati siriani in Giordania, cercando di fornire informazioni precise sui servizi assistenziali a loro disposizione, i loro diritti, i luoghi e le organizzazioni a cui rivolgersi.

Il progetto, della durata di un anno, viene portato avanti, grazie al sostegno dell’Unesco e della cooperazione giapponese, insieme alla radio giordana Yarmouk Fm, realtà universitaria basata all’interno della Yarmouk University di Irbid, e Farah Al Nas, stazione radio gestita da giovani giordani che può essere ascoltata anche nel campo di rifugiati di Za’atari. Va sottolineato che Yarmouk Fm ha un’ampia copertura nella parte Nord della Giordania, compreso l’intero governatorato di Irbid e una parte del governo di Mafraq, e un raggio di 10 km oltre il confine siriano – inclusa la citta’ siriana di Dera’a. I messaggi di solidarietà e di rispetto dei diritti umani del progetto arriveranno dunque anche in Siria.

Il progetto vedrà un coinvolgimento attivo dei rifugiati siriani stessi, che raccoglieranno storie e interviste nelle loro comunità. I giovani siriani, assieme a giovani giordani e palestinesi, saranno prima impegnati in corsi di formazione sulle tecniche di reportage, montaggio e messa in onda e sull’utilizzo dei media nel sistema umanitario.

Il programma Sa’a Suriya si svilupperà poi attraverso la produzione e diffusione di due puntate radiofoniche settimanali. Non mancheranno programmi radiofonici speciali dedicati in particolare a giovani e donne e reportage su temi più rilevanti per la comunità dei rifugiati. Un filo diretto telefonico sarà aperto durante i programmi per rispondere con degli esperti alle domande del pubblico.

Il progetto prevede anche la distribuzione di radio portatili presso le famiglie dei rifugiati. Alcune migliaia di radio a manovella o con batterie solari saranno distribuite per facilitare l’ascolto ai rifugiati che vivono in condizioni di estremo disagio.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.unponteper.it

 
 
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