logo san paolo
mercoledì 22 settembre 2021
 
Tornatore
 

"La corrispondenza" di Tornatore, una storia d’amore dei nostri giorni

16/01/2016  L’innamoramento tra una studentessa e un docente universitario che si tengono in contatto con e-mail e sms. Un mistero che corre sul telefonino.

Sarebbe bello dare una sbirciatina nel cassetto di Giuseppe Tornatore. Quel posto segreto, privatissimo, in cui Peppuccio (per gli amici) custodisce da anni appunti, bozze di storie, soggetti, spunti pescati qua e là nella realtà. Pizzini da cui poi prendono forma i film che sono sì, come sempre nel cinema, frutto del lavoro di gruppo ma che restano, in fondo, creature tutte sue.

Perché il regista premio Oscar nel 1990 per Nuovo Cinema Paradiso fa tutto da solo: sceglie le storie, gli attori, sviluppa i personaggi, scrive dialoghi e sceneggiatura, per poi dirigere la cinepresa sul set. Caso più unico che raro nel cinema italiano, fatta eccezione per Pupi Avati, che ha la stessa cura maniacale e artigianale.

Chissà qual è stata la scintilla de La corrispondenza, il nuovo thriller sentimentale che Tornatore ha finito di limare nei giorni di festa, giusto in tempo per l’uscita nelle sale. Con la speranza che il ciclone Checco Zalone non abbia prosciugato il botteghino ma anzi stuzzichi gli spettatori, invogliandoli ad andare oltre una pur rinfrancante risata. Emozioni, sentimenti, colpi di scena sono la traccia su cui Tornatore tesse ogni film.

«L’idea viene da uno spunto di una quindicina d’anni fa che finalmente ho sviluppato», rivela il regista di Bagheria, 60 anni il prossimo 27 maggio. «La vicenda ruota attorno ad Amy, studentessa universitaria che per arrotondare fa la stunt sui set di cinema e Tv. La sua specialità sono scene d’azione e acrobazie, alla fine delle quali il suo doppio fatalmente muore. Lo fa perché le piace, dopo, riaprire gli occhi, sentirsi invincibile. O, forse, per esorcizzare un antico senso di colpa. È il primo mistero».

L’altro sarà legato alla figura maschile…

«Sì, c’è un lui. Ed Phoerum è il professore di astrofisica di cui la ragazza è profondamente innamorata. Le sembra di essere ricambiata ma lui, un giorno, scompare. È fuggito? Per quale ragione? E perché continua a inviarle messaggi? Comincia così per Amy un’indagine molto personale, che la condurrà dove lei neanche può immaginare».

Lo scrittore interpretato da Gérard Depardieu in Una pura formalità. La badante immigrata dal truce passato impersonata da Ksenia Rappoport ne La sconosciuta. Il misogino battitore d’asta impersonato da Goffrey Rush ne La migliore offerta. Un’universitaria che fa la controfigura. Personaggi che hanno un rapporto ambiguo con la realtà, così come pieni di sottintesi sono i titoli dei tuoi film...

«Ogni persona è portatrice di mistero. Mi piace stuzzicare l’intelligenza dello spettatore. Il titolo La corrispondenza sta a indicare il rapporto epistolare tra i protagonisti, nel senso più moderno del termine: non solo lettere ma anche e-mail, Sms e quant’altro oggi consenta di comunicare. La parola, però, assume anche altri significati. Sfumature che direi alla Ugo Foscolo, pensando agli amorosi sensi».

Senza svelare la chiave dell’intrigo, per raccontare cosa?

«Una storia d’amore dei nostri giorni. Così moderna che se l’avessi girata anni fa sarebbe parsa fantascienza. Invece oggi, calata nel nostro quotidiano tecnologico, è realistica».

Gli oggetti per te sono importanti: i baci su spezzoni di pellicola, una macchina per scrivere, la cinepresa del cacciatore di stelle, il pianoforte del musicista che erra sui mari, l’automa che cattura l’attenzione dell’esperto d’arte. Qual è stavolta il filo rosso del racconto?

«Il cellulare, perché è l’oggetto attraverso cui oggi si sviluppano le relazioni umane. Ma anche il computer, i Dvd. Insomma, la tecnologia. Anche se Amy supererà il dolore solo davanti al calco, in resina, del suo corpo. Quasi fosse la cristallizzazione delle sue sensazioni più profonde».

Il cast, come al solito, è assolutamente stellare. Come sei riuscito ad avere Jeremy Irons, attore impegnato e richiestissimo?

«Gli ho mandato il copione. Poi abbiamo fatto una lunga chiacchierata da un capo all’altro del mondo, grazie a Skype. La prima della mia vita. E siccome il suo personaggio, nel film, appare spesso sul monitor del computer, è stato meglio di un provino. Mi sembrava già di stare al montaggio».

Amy, bella, fragile e temeraria, è Olga Kurylenko, attrice ucraina naturalizzata francese. Ti ha convinto con le sue acrobazie accanto a Daniel Craig in Quantum of solace?

«Veramente, mi ha colpito in To the Wonder, il bel film di Terrence Malick. Non è solo una questione di bellezza: Olga ha una sensibilità inquieta, uno sguardo senza pace».

Altro fattore immancabile sono le musiche di Morricone...

«La nostra ormai è diventata più di una collaborazione. Stavolta però Ennio mi ha sbalordito con sonorità per lui insolite, eppure totalmente aderenti al film. Che ci dicono che per tutti è sempre e comunque possibile una rinascita».                                                     

 

I vostri commenti
0
scrivi
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 0,00 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 57,80 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
I LOVE ENGLISH JUNIOR
€ 69,00 € 49,90 - 28%