logo san paolo
sabato 22 gennaio 2022
 
 

Un’esperienza di misericordia. La Bibbia nelle carceri

03/11/2016  Grazie al Gruppo San Paolo e all’associazione Cassiodoro la parola di Dio viene distribuita in 40 case circondariali. Vi raccontiamo la gioia dei detenuti nel ricevere un dono che invita alla speranza

Nel suo celebre commento al Salterio, lo scrittore cristiano Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, tra V e VI secolo, definisce il Cristo «misericordia del Padre». Papa Francesco, nella prima riga della bolla giubilare Misericordiae vultus, scrive: «Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre». Conclude poi il secondo paragrafo con un’altra definizione: «Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato».
Ma il paragrafo più sconvolgente di questo documento di indizione del Giubileo straordinario della misericordia è il terzo ove «le Porte sante attraversando le quali si guadagnano le indulgenze giubilari si moltiplicano e dalle quattro tradizionali delle basiliche romane diventano migliaia e migliaia: ogni santuario, ogni cattedrale, ogni cella di carcere, ogni cappella di ospedale ove la gente sosta o è trattenuta».

UN GESTO PREZIOSO

A partire da queste premesse l’associazione centro culturale Cassiodoro, che da alcuni mesi aveva varato l’operazione La Bibbia nelle tue mani con l’impegno volontario di portare nelle carceri il Testo sacro, ha trovato un più urgente e specifico motivo di misericordia nel suo apostolato di diffusione della parola di Dio ai fratelli reclusi.
In collaborazione con la San Paolo Edizioni e la Periodici San Paolo ha così intensificato la visita ai carcerati: un nobile gesto che, in compagnia del vescovo diocesano, si trasforma in liturgia giubilare. Si celebra la Messa con il presule, il cappellano e qualche socio di Cassiodoro, si parla della parola di Dio che perdona e della parola dell’uomo che accusa, giudica e spesso condanna senza misericordia. Si testimonia la fede e si invita alla speranza, alla fiducia nel Dio della misericordia. Ed è ancora papa Francesco, nella Misericordiae vultus, a ricordare che Gesù prima di istituire l’Eucaristia nell’Ultima cena cantava come liturgia dell’evento il salmo 136, che gli ebrei chiamano il Grande hallel e in cui si ripete per ben 26 volte la lode a Dio «perché eterna è la sua misericordia».

GIÀ 16 LE CARCERI VISITATE

  

Ad oggi La Bibbia nelle tue mani è giunta in 16 carceri, da Vibo Valentia, Catanzaro, Cosenza, Bari a Salerno, passando per Napoli, Chieti e Ancona, dove il cardinale Edoardo Menichelli ha impartito anche la Cresima a un gruppo di detenuti. Per un giorno la cappellina del carcere si è tramutata in cattedrale, con un coro a rendere più suggestiva e solenne la celebrazione.
A memoria dell’incontro e del rito condiviso viene data a ogni partecipante − fino a 100-150 persone alla volta − una copia della Bibbia. L’edizione è quella promossa da papa Francesco all’Angelus della prima domenica di ottobre 2015. Il volume, quasi 1.400 pagine in carta india, brossurato con copertina morbida, include anche sussidi, introduzioni, appendici, note scientifiche e un atlante biblico.

DONI RECIPROCI

Gli ospiti accettano il dono con gratitudine e commozione. Qualcuno, tramite il cappellano, dà a sua volta un proprio manufatto, come un dipinto, un oggettino in cuoio. Un detenuto del carcere di Vasto ha donato una splendida madonnina in pietra dura della Maiella, scolpita con le sue mani, e ora esposta, per volere dell’arcivescovo Bruno Forte, nel museo di Cassiodoro a Squillace. A Siano-Catanzaro i detenuti hanno imbandito una tavolata di pasticcini vari. I carcerati dell’isola di Gorgona a Livorno, molti dei quali fraquentano corsi di agraria, meccanica e cucina, hanno imbandito per monsignor Giusti e i soci della Cassiodoro presenti, un pranzo frugale ma buonissimo con le verdure dell’orto e i frutti della fattoria interna alla casa circondariale.
La Bibbia nelle tue mani continua: le prossime carceri a essere visitate a novembre e inizio dicembre saranno Palmi-Reggio Calabria, Le Sughere a Livorno e poi Siracusa e Noto, fino ad arrivare a quaranta entro la prossima Pasqua.

IL CARDINALE MENICHELLI. «CUSTODISCO IN ME LA COMMOZIONE E GLI OCCHI LUCIDI DI QUANTI HANNO RICEVUTO NELLE LORO MANI I TESTI SACRI»

  

Nella diocesi di Ancona-Osimo ci sono due strutture carcerarie e da sempre esse sono un luogo dove il ministero della misericordia viene offerto e presentato da vari volontari e associazioni. In questo Anno della misericordia la vicinanza con i fratelli detenuti si è molto diversificata e per quanto mi riguarda si è fatta più presente e spiritualmente più significativa. Ringrazio il Signore perché per una felice combinazione si è potuto abbinare il passaggio della Porta santa con un dono singolare dato ai detenuti: si è incrociata la celebrazione della Porta con l’iniziativa di don Antonio Tarzia di offrire la Bibbia a nome dell’associazione Cassiodoro e della San Paolo Edizioni. La celebrazione dell’Eucaristia, l’ascolto della Parola, la spontaneità della preghiera, la santa Comunione e la consegna personale della Bibbia hanno rappresentato per tutti un momento di grande intensità spirituale che ha riempito di interiore serenità i presenti. Personalmente mi sono convinto ancora di più di come le persone, in privazione di libertà e in sofferenza di emarginazione, gradiscono il dono di un libro che non hanno mai posseduto e, per curiosità o per fede ritrovata nella situazione di pena, vogliono leggere. Nella speranza di trovare un aiuto, un senso al dolore, una via al perdono da chiedere e dare. Custodisco in me la commozione e gli occhi lucidi di quanti hanno ricevuto nelle loro mani la parola di Dio, prolungamento dei Sacramenti celebrati: Cresima per alcuni e santa Eucaristia. Ho sentito che il grazie non era formale, ma nasceva da un cuore toccato dalla bontà misericordiosa di Dio. Quanto è stato vissuto insieme si è fatto medicina per la solitudine che comunque alberga nella vita, ma che nel carcere tocca misure alte che portano a volte a sfiducia e depressione. «L’avete fatto a me», dice Gesù quando parla della misericordia esercitata verso gli altri: nella circostanza vissuta quel giorno nel carcere, sono certo che Gesù si sia rallegrato e ci abbia benedetto.

+Edoardo Cardinale Menichelli
Arcivescovo di Ancona-Osimo 

I vostri commenti
1

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo