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Uno sfregio all'integrità e alla dignità delle donne

06/02/2017  Oggi, 6 febbraio, è la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, un fenomeno che riguarda 200 milioni di donne nel mondo, circa 57.000 in Italia, provenienti soprattutto da Nigeria ed Egitto. Il rapporto e la campagna di Action Aid

Rudimentali strumenti cpn cui vengono effettuate le mutilazioni
Rudimentali strumenti cpn cui vengono effettuate le mutilazioni

Oggi 6 febbraio è la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili. Nel mondo le mutilazioni genitali femminili sono un fenomeno che coinvolge almeno 200 milioni di ragazze e donne in almeno 30 paesi e costituisce una grave violazione dei loro diritti fondamentali. Un problema che riguarda anche l’Europa Sebbene vietate in molti paesi dell’Unione Europea, sono un problema che riguarda anche bambine e giovani donne migranti che vivono nel nostro territorio, spesso a rischio di subirle quando tornano nel loro paese di origine durante periodi di vacanza per visitare i parenti. 
  Action Aid in collaborazione con l’università Bicocca di Milano ha realizzato un’indagine finalizzata alla stima della reale dimensione di questa pratica tra le comunità residenti nel nostro Paese.  Nelle comunità migranti che vivono in Italia vi sono molte donne con mutilazioni genitali femminili con percentuali che variano a seconda del paese di origine. Le stime aggiornate al 2016 suggeriscono che il numero di donne straniere maggiorenni con mutilazioni genitali femminili presenti in Italia si attesti tra le 46mila e le 57mila unità, a cui si aggiungono le neocittadine italiane maggiorenni originarie di paesi dove la pratica esiste (quantificate tra le 11mila e le 14mila unità) e le richiedenti asilo. Oltre il 60% delle donne con mutilazioni genitali femminili presenti in Italia proviene da Nigeria ed Egitto. 
 Se si considera invece la prevalenza all’interno delle principali comunità sono le donne somale ad essere più colpite (83,5%), seguite da quelle che provengono dalla Nigeria (79,4%) e dal Burkina Faso (71,6%). Al quarto posto per diffusione delle mutilazioni c’è la comunità egiziana (60,6%), seguita da quelle eritrea (52,1%), senegalese (31%) e ivoriana (11%). La nuova mappa che emerge dallo studio della Bicocca conferma che le mutilazioni sono un tema di grande importanza anche in Italia. La presenza di donne con mutilazione genitale femminile evidenzia la necessità di mettere in atto politiche di prevenzione nei confronti delle bambine migrate da piccole o nate in Italia.

Per combattere questa forma di violenza, ActionAid ha lanciato il progetto AFTER che prevede percorsi di empowerment per le donne e attività di informazione ed educazione per le loro comunità affinché rifiutino questa pratica.
 In occasione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili ActionAid promuove inoltre la mobilitazione online (hasthtag #endFGM). Testimonial, attivisti e influencer pubblicheranno sui loro profili social una foto con indosso il simbolo della campagna: un soffione viola, simbolo di libertà ed espressione del desiderio di lasciar andare il passato, permettere al presente di trasformarsi in un futuro libero da vincoli fisici ed emotivi. Ogni partecipante sarà così il simbolo positivo di un seme del soffione che vola nel vento per informare, sensibilizzare, mobilitare, affinché in futuro nessuna bambina subisca più questa pratica crudele e pericolosa. Aderiscono alla campagna di sensibilizzazione, tra gli altri, la Federazione Italiana Rugby. 

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