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domenica 28 novembre 2021
 
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«Uomini col fuoco dentro», lo spettacolo d'arte varia scritto da monsignor Mario Delpini

25/06/2021  In prima assoluta al teatro "Menotti-Perego" di Milano la performance dell'ensamble Elykia con i testi dell'arcivescovo di Milano. Quaranta cantanti e musicisti appartenenti a 16 etnie differenti

L'arcivescovo di Milano Mario Delpini.
L'arcivescovo di Milano Mario Delpini.

Mentre milioni di persone si metteranno davanti alla Tv per tifare la nazionale di calcio italiana che affronta l’Austria agli Europei, nel centro di Milano andrà in scena un evento culturale (e non solo) molto particolare. Il Coro Elikya – un ensemble multietnico  che comprende una quarantina di cantanti e musicisti  di 16 etnie differenti - chiuderà la rassegna teatrale estiva del teatro “Menotti – Filippo Perego” con una performance dal titolo “Uomini col fuoco dentro”. Una location speciale, dal momento che la sala è stata salvata in extremis dal rischio di chiusura grazie all’intervento del conte-architetto Filippo Perego, che ha previsto lo spettacolo nel cartellone della prima stagione post-Covid.

Lo spettacolo ruota tutt’intorno al testo «Uomini col fuoco dentro. La via del sale», che monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, ha scritto appositamente per il coro, che da anni promuove i valori della condivisione, dell’incontro e della differenza come ricchezza. Il direttore artistico di Elikya, Raymond Bahati, è di origine congolese, in Italia dal 2000, laureato in Psicologia e impegnato come educatore interculturale. Spiega: «Quel testo è un grande regalo che il nostro vescovo ci ha fatto. Anni fa, l’arcivescovo utilizzò quell’immagine, “uomini col fuoco dentro”, in memoria di don Francesco Pedretti, prete ambrosiano molto impegnato sul versante missionario e fondatore del COE (Centro orientamento educativo) di Barzio.   Quando gli ho chiesto di riprendere quell’omelia e realizzare un testo che potesse ispirare uno spettacolo mi ha risposto che non aveva tempo. Una settimana dopo ci ha consegnato un brano meraviglioso, come avrà modo di constatare chi parteciperà all’evento di sabato».  

Durante la serata il Coro Elikya – che negli ultimi anni si è esibito in varie città italiane, nel 2012 davanti a Papa Benedetto XVI e nel 2014 alla presenza di Papa Francesco - proporrà il suo ricco repertorio che comprende brani musicali di tradizioni culturali molto diverse, dai ritmi dell’Africa alle sonorità latinoamericane, a canzoni originali composte da membri del Coro. Nello spettacolo di domani si incroceranno, in un mix accattivante e sorprendente, diverse forme artistiche: canto, danza, recitazione, cinema. Repertorio variegato e provenienze diverse rendono il Coro Elikya un unicum nel panorama musicale italiano. «Per noi – sottolinea Raymond – la musica è un veicolo per manifestare il bello e la ricchezza della diversità»: un messaggio quanto mai attuale in tempi segnati da razzismo strisciante e tendenze all’esclusione. C’è da aggiungere che Raymond Bahati ha partecipato attivamente al Sinodo minore “Chiesa dalle genti”, il percorso ecclesiale voluto da monsignor Delpini proprio per dare spazio alle nuove presenze di cristiani da tutto il mondo nella diocesi ambrosiana. 

Domani sera, in chiusura di spettacolo, mons. Delpini premierà i genitori di Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano in Repubblica Democratica del Congo ucciso nel maggio scorso, con un riconoscimento  che Elikya, in collaborazione con  la diocesi, ha istituito per premiare «donne e uomini col fuoco dentro». In futuro l’associazione Elikya intende lanciare un progetto –attualmente in fase di ideazione  - per realizzare una scuola di musica a Kinshasa, scuola di inclusione tramite l’arte. Non è escluso che le strade di Elikya si incrocino con quella di Zakia Seddiki, la moglie di Luca Attanasio, fondatrice e presidente di un’associazione che opera in Congo-Kinshasa per aiutare i bambini di strada, dare sostegno alla maternità e sostegno didattico ai piccoli.

 

 
 
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