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Colloqui col Padre
 

Utero in affitto. Il documento francese snobbato in Italia

11/02/2016 

Le scrivo per uno sfogo personale contro voi giornalisti. Non mi riferisco a lei personalmente, ma alla maggioranza dei suoi colleghi. Sulle unioni civili è in corso da settimane una campagna propagandistica, talora diffamatoria, con l’evidente intenzione di manipolare l’opinione pubblica. I mass media e i social network sono stati invasi dagli stessi messaggi. Quasi impossibile il confronto e il rispetto con chi la pensava diversamente, magari solo su alcuni punti nevralgici della legge Cirinnà e non su tutto il testo. Chi ha partecipato al Family Day è stato definito “invasato”, “retrogrado”, “razzista”... Hanno intervistato persone con qualche problema psicologico, presenti alla manifestazione, come spesso accade in ogni ambito, per dimostrare che chi difende la famiglia tradizionale manca di acume e intelligenza. Operazione alquanto infantile e ignobile. Solo rispetto e tolleranza, nella diversità, fanno crescere la democrazia e aumentano i diritti di tutti.

ANNA B.

I mass media non sembrano essere interessati alla verità, non fanno opera di corretta informazione, non danno ai lettori gli elementi necessari per farsi una propria e autonoma opinione. Spesso hanno già una “verità” precostituita e cercano a conforto solo quelle notizie che possono sostenerla, ignorando o manipolando quanto possa opporsi a una diversa visione della realtà. Quello che tu dici sulle unioni civili, cara Anna, lo si può facilmente riscontrare dal quasi totale silenzio dei giornali italiani sul documento francese contro l’utero in affitto. E sai perché? Forse perché la condanna di questa “nuova schiavitù” delle donne non è venuta dai “retrogradi” cattolici, ma dal mondo laico e progressista!

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