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il caso
 

Vaccini, l'Ordine dei medici: «Radiazione per chi li sconsiglia»

20/07/2016  Dura presa di posizione della della Federazione degli Ordini dei medici che in un documento approvato all’unanimità promette «sanzioni disciplinari». E sulle sentenze anti-vaccini: «Superare il disallineamento tra scienza e diritto, i magistrati recepiscano evidenze»

«Il consiglio di non vaccinarsi, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica», può portare a provvedimenti disciplinari per il medico, fino alla radiazione dall’Albo. È dura e netta la presa di posizione della Federazione degli Ordine dei medici (Fnomceo) nei confronti dei medici che sconsigliano l'utilizzo del vaccino e in un documento ad hoc riassume l'importanza di questo strumento di prevenzione sanitaria e vengono suggerite strategie per aumentare le coperture vaccinali, che in questi anni in Italia stanno vedendo un calo preoccupante.

Dopo anni di polemiche, numerose prese di posizione del ministero della Salute, dell'Istituto Superiore di Sanità, delle Regioni (con l'Emilia, ad esempio, che vieterà l'ingresso al nido per i non vaccinati) si muovono dunque anche gli Ordini dei medici. Lo fanno con un documento approvato all'unanimità dal Consiglio nazionale in cui si ammette la possibilità per il camice bianco di sconsigliare la vaccinazione «solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario». Il segretario di Fnomceo Luigi Conte sottolinea: «Siamo pronti a fare la nostra parte, sono già in corso e sono stati fatti procedimenti disciplinari per medici che sconsigliano i vaccini. Si può arrivare anche alla radiazione». E riguardo ai genitori, si sostengono le iniziative regionali e nazionali che portino a riaffermare la necessità della vaccinazione «attraverso provvedimenti che accertino validamente il loro dissenso, l'assunzione di responsabilità rispetto ai rischi dei figli, la impossibilità dei figli a frequentare la scuola durante i periodi epidemici, la non iscrivibilità all'asilo nido, ed eventualmente l'assicurazione contro danni da mancata vaccinazione».

Si invitano dunque le istituzioni a legiferare per tenere meglio sotto controllo il fenomeno della mancata vaccinazione.
Dopo aver ricordato l'importanza che hanno avuto le vaccinazioni nello sconfiggere molte malattie in tutto il mondo, il documento sottolinea come questi medicinali in questi anni siano finiti sotto attacco. «Le ragioni», si legge, «sono molteplici. Tra queste la irrazionalità diffusa per cui le dimostrazioni ragionevoli e scientifiche sembrano al contrario rafforzare le persone diffidenti nel preesistente giudizio. L'individualismo prevalente, che porta a dimenticare gli obblighi verso la collettività. La crisi di autorevolezza dei medici e la frustrazione che nasce da tante promesse non mantenute della medicina. L'uso estesissimo di internet, in cui prevalgono informazioni contraddittorie e antiscientifiche. Il tipico errore per cui di fronte a un rischio per quanto altamente improbabile (la reazione avversa da vaccino) si trascura il vantaggio certo (l'immunizzazione rispetto alla grave malattia) lasciandosi guidare da diffidenze e sospetti. L'allarme sociale per i pregressi danni da vaccino, ora estremamente rari, che tuttavia fanno dimenticare le epidemie verificate ovunque si sia abbandonata o ridotta la pratica vaccinale. Le informazioni contraddittorie spesso presenti sui mass media. La scarsa formazione alla scienza del nostro Paese. La difficoltà che i programmi vaccinali trovano nel raggiungere i gruppi emarginati e deprivati». Si cita anche la tendenza di molti a dare ascolto «agli imbonitori di turno e alle teorie del complottismo».

Le critiche ad alcune sentenze della magistratura italiana

Uno dei punti caldi riguarda le sentenze anti-vaccini emanate da diversi tribunali italiani. A tal proposito la Fnomceo chiede nel documento di «superare l’evidente disallineamento tra scienza e diritto» e auspica che «i magistrati intervengano in materia di salute recependo nelle loro sentenze la metodologia dell’evidenza scientifica».
La magistratura, si legge, non deve avere atteggiamenti tesi a «fomentare comportamenti scorretti e non compatibili con il vivere sociale».

Viene anche proposto, di «sollecitare, di fronte al possibile ripetersi di sentenze che stabiliscono per giurisprudenza la correlazione tra vaccini e autismo fondate su singole attestazioni mediche, il Ministero della Salute e le autorità competenti a presentarsi in giudizio in collaborazione con il Pubblico Ministero e ad impugnare siffatti provvedimenti con effetto immediato fin dal primo grado di giudizio». «I vaccini sono, nella storia della medicina, gli interventi più efficaci mai resi disponibili per l'uomo», ha detto la presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani, «Ed è forse proprio la scomparsa del confronto quotidiano con le conseguenze mortali o invalidanti di tante malattie, dovuta alla scoperta dei vaccini e delle terapie antibiotiche, che ha indotto la cittadinanza a credere che il successo sulle malattie infettive fosse definitivo».

«Si fa pericolosamente strada nell'opinione pubblica la falsa percezione che i vaccini siano superflui e inutili», spiega Maurizio Grossi, coordinatore della Consulta deontologica della Fnomceo, che ha presentato il documento al Consiglio nazionale. «Per questo abbiamo voluto fortemente il documento. Perché, quando ci viene chiesto “la Fnomceo da che parte sta?”, possiamo rispondere senza esitazioni “Noi stiamo dalla parte dei vaccini”».

«Si tratta di una dichiarazione di intenti, di un passo importante perché è la prima volta che la Fnomceo sente l'impellenza e la necessità di elaborare un documento specifico sulle vaccinazioni, nel tentativo di contrastare la pervasiva attività dei movimenti antivax e di ricomporre la frattura tra scienza e società, tra cittadini e istituzioni, rinsaldando la relazione di cura», conclude il segretario della Federazione, Luigi Conte.

le proposte dell'Ordine dei medici

  

La Fnomceo, infine, propone una serie di azioni. Intanto quella di intensificare la campagna per l'adesione del personale sanitario alla vaccinazione. Poi di «riconfermare l'obbligo dei medici di collaborare all'attuazione dei provvedimenti di sanità pubblica». Di migliorare la comunicazione nei confronti degli utenti e garantire campagne omogenee a livello nazionale. Ma anche di chiamare i non vaccinati quando compiono i 18 anni per raccogliere il loro orientamento decisionale. Inoltre si sollecitano il ministero e le autorità competenti a presentarsi in giudizio quando ci sono decisioni del giudice che mettono in relazione la vaccinazione con malattie come l'autismo.

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