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venerdì 28 febbraio 2020
 
Teatro
 

Pippo Delbono, un Vangelo per gli emarginati

14/11/2016  Lo spettacolo rappresenta il compimento di una promessa fatta alla madre. Contaminando linguaggi diversi, l'attore crea una "religione" personale, a tratti dissacrante, a tratti provocatoria, sempre contraddistinta dall'attenzione agli ultimi, alcuni dei quali recitano con lui.

VANGELO DI PIPPO DELBONO A TEATRO  Pippo Delbono, artista di fama internazionale, che da anni persegue la sua idea di creare una commistione tra teatro, musica, cinema, danza, in Vangelo porta in scena un personale racconto per riflettere sul suo rapporto conflittuale con la fede.

Sua madre, fervente cattolica, non si rassegnava ad accettare l’allontanamento del figlio dalla religione e gli chiese, anche in punto di morte, di creare uno spettacolo dedicato al Vangelo per trasmettere un messaggio d’amore agli spettatori. Pippo Delbono quindi realizza il desiderio della madre, ma seguendo il suo estro: camminando, correndo, danzando tra platea e palcoscenico, offre una sua interpretazione della religione che lascia sbigottiti per come le frasi del Vangelo vengono lette, urlate con disperazione e collegate a situazioni create dagli attori, in modo visivamente efficace, ma inconsueto, anticonvenzionale.

Alcuni brani vengono abbinati a proiezioni girate, anche con piccole telecamere, che scorrono su un grande schermo in fondo al palcoscenico. Le parole del Vangelo si mischiano inoltre con testi di Sant’Agostino, Pasolini, con le canzoni di Frank Zappa, Fabrizio De Andrè, Alan Sorrenti, con la musica di Mozart e con una partitura musicale creata da Enzo Avitabile. Nella frammentarietà del racconto scenico vengono analizzati alcuni momenti della vita personale di Delbono, che grida con disperazione “Io non credo in Dio”: egli si muove continuamente e, quando scende in platea, gira tra le file di spettatori per renderli più partecipi, utilizzando una torcia-microfono per leggere il testo con una voce, anche ansimante e volutamente inquietante, tesa a scuotere il pubblico.

Vuole infatti indagare dentro se stesso, ricercare nella sua memoria di bambino e di chierichetto le frasi e i passi del Vangelo che ancora oggi ritiene significative per dare voce agli ultimi, alle persone che soffrono, a cui l’attore e regista si sente così vicino da aver sempre costituito la sua compagnia con emarginati che possano esprimere il suo messaggio teatrale, il suo Vangelo dell’amore. 

UN VANGELO CON E PER GLI ULTIMI

Bobò, microcefalo sordomuto, rimasto per più di quarant’anni in manicomio, recita nella compagnia da trent’anni, e, oggi ottantenne, commuove con la sua espressività e la sua malinconia quando suona il violino o utilizza il bastone per camminare come se fosse una chitarra elettrica. Inoltre recitano Gianluca, un ragazzo down, ex alunno della madre di Delbono, Nelson, un magrissimo ex clochard che riproduce la crocifissione di Cristo; un ragazzo afgano, seduto in platea silenzioso, ascolta la sua voce registrata mentre racconta il lunghissimo viaggio per fuggire dal suo Paese, le persecuzioni subite e il naufragio, in cui ha visto morire il suo migliore amico, suggerito da una toccante ripresa video delle onde del mare di notte.

Altri protagonisti sono attori provenienti dal Teatro Nazionale Croato e i volti silenti, ripresi in video, dei ragazzi che lavorano in una piantagione e che non vogliono descrivere a parole quello che hanno passato. Ed è proprio la paura, il dolore, lo sgomento che avvicina Delbono ai suoi personaggi: infatti racconta di come, da sieropositivo, conviva con la malattia e come recentemente, ricoverato a lungo in ospedale, perché colpito da un grave problema agli occhi, si senta partecipe del dolore delle altre persone.

Tra inserti di danza, che Delbono ha assimilato dalla coreografa tedesca Pina Bausch, il racconto procede non in modo lineare, ma per immagini e suggestioni accostate o contrapposte che non lasciano indifferenti, anche se travisano il messaggio della religione, contaminandolo con la personale interpretazione dissacratoria di Delbono che vuole proporre una sua religione, pur considerandosi un peccatore, come esprime nella liberatoria scena corale in cui tutti danzano e cantano sulle note di
Jesus Christ superstar.

Su una scenografia spoglia costituita da un muro che si muove in avanti e indietro a simboleggiare la chiusura claustrofobica dei tanti muri innalzati oggi, si svolgono alcune scene di forte impatto che fanno capire come Delbono voglia confrontarsi in modo diretto con il Vangelo, costruendone però uno tutto suo, laico che suscita sentimenti contrastanti e spiazza lo spettatore. Per rappresentare la condanna a morte di Gesù tutti gli attori gridano al microfono il nome di Barabba; la passione del Getsemani viene accompagnata dal
Don Giovanni di Mozart, fra giudici vestiti di rosso e incappucciati, Giuda in giacca e cravatta si impicca di fianco al corpo disteso del Gesù interpretato da Nelson.

Nella scena finale ispirata alla frase “se non diventerete bambini non entrerete nel regno dei cieli” Bobò muove un cavallino a dondolo e Gianluca rimane immobile come una bambola in un lettino con le sponde, mentre poi Delbono li conduce per mano con tenerezza di fronte al pubblico.

VANGELO DI PIPPO DELBONO: LA TOURNEE

  

VANGELO, uno spettacolo di Pippo Delbono. Con Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Alma Prica, Pepe Robledo, Grazia Spinella, Nina Violić, Safi Zakria, Mirta Zečević, con la partecipazione nel film dei rifugiati del centro di accoglienza PIAM di Asti. Immagini e film di Pippo Delbono. Musiche originali digitali per orchestra e coro polifonico di Enzo Avitabile. Scene di Claude Santerre. Costumi di Antonella Cannarozzi. Luci di Fabio Sajiz. Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione - Hrvatsko Narodno Kazalište, Zagabria. Coproduzione Théâtre Vidy- Lausanne, Maison de la Culture d'Amiens - Centre de Création et de Production, Théâtre de Liège. Fino al 13 novembre al Piccolo Teatro Strehler di Milano, dal 25 al 26 novembre 2016 al Theatre of Nations di Mosca, dal 5 al 21 Gennaio 2017 al Theatre du Rond Point, Parigi (France); dal 24 al 25 Gennaio 2017 al La rose des vents, Villeneuve d’Asq (France); dal 27 al 28 Gennaio 2017, Douai, L’Hippodrome (France); dal 3 al 4 Febbraio 2017, Mulhouse, La Filature (France); dal 7 al 8 Febbraio 2017, Chambery, Espace Malraux (France); dal 2 al 3 Marzo 2017, Maison de la Culture d'Amiens (France); dal 10 all’11 Marzo 2017 al Annecy, Bonlieu Scene Nationale (France); dal 14 al 15 Marzo 2017, Clermont Ferrand, La Comedie de Clermont Ferrand (France); dal 18 al 19 Marzo 2017, Sete, Theatre Molière (France); dal 3 al 7 Maggio 2017, Teatro della Corte, Genova. Info: www.piccoloteatro.org; tel. 02.42.411.889; www.emiliaromagnateatro.com, tel. 39 059 2136011.

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