logo san paolo
martedì 26 ottobre 2021
 
EXPO 2015
 

Vaticano: basta dare ai poveri solo le briciole

11/06/2015  Per sconfiggere la fame, occorre cambiare gli stili di vita. Gli interventi dei cardinali Scola, Ravasi e Bagnasco. Il discorso di monsignor Becciu. Circa 135 mila persone hanno visitato a maggio il padiglione della Santa Sede.

Il cardinale Ravasi inaugura il Vatican Day all'Expo (foto F. Scaglione).
Il cardinale Ravasi inaugura il Vatican Day all'Expo (foto F. Scaglione).

La scommessa adesso è andare oltre l'Expo. Per continuare a fare, in maniera nuova e con energie fresche, ciò che il dettato evangelico della carità prescrive per tutti: dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati. All'Expo di Milano è il giorno della Santa Sede. Un'occasione per far pensare sul senso della presenza della Chiesa («una spina nel fianco, un pungolo per riflettere», la definisce il cardinale Gianfranco Ravasi che fa gli onori di casa) e fare il punto su questo primo scorcio della manifestazione. I numeri li fornisce l'arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola: 135 mila persone nel mese di maggio hanno visitato il padiglione della Santa Sede, circa 32 mila quelle che sono passate dall'edicola della Caritas all'inizio del Decumano. Oltre 300 gli eventi fuori Expo, 800 mila i biglietti d'ingresso venduti dalla Duomo Viaggi, l'agenzia della diocesi ambrosiana, 50mila le persone che la sera del 18 maggio hanno gremito piazza Duomo per lo spettacolo-evento sull'Eucarestia. Fino al Refettorio Ambrosiano di piazza Greco inaugurato una settimana fa dove si utilizza il cibo avanzato cucinato da grandi chef come Massimo Bottura e che sarà una delle eredità più importanti dell'Expo per i bisogni di quella Milano “plurale” evocata da Scola.

I paradossi del cibo

La Chiesa ha offerto un supplemento d'anima importante, forse decisivo, per un evento che è retorica, marketing, festa di popolo. Insomma, tante cose insieme. Scola lo sottolinea chiaramente: «Siamo figli», dice, «di un Dio che si è “giocato”, si è coinvolto nella storia umana fino a farsi carne e sangue nel Figlio. La Chiesa non può disinteressarsi a tutto ciò che è umano, a cominciare da ciò che nutre l'uomo che non è solo il cibo materiale. Ecco perché siamo qui». In Auditorium, con gli intermezzi musicali dell'orchestra sinfonica Esagramma fondata da Pierangelo Sequeri e composta da 50 elementi di cui 25 con disabilità, scorrono le immagini del cibo negato: dall'Ecuador al Medio Oriente, dall'America Latina all'Asia. C'è la voce del Papa che in un video ricorda il paradosso di questo tempo: in una parte del mondo si muore di fame e per migliaia di persone ci sono solo le briciole, nell'altra – quella del Nord del mondo, la nostra – si hanno problemi di dieta e il cibo viene sprecato o buttato via. Il cardinale Ravasi cita un dato che fa riflettere: il 19 agosto del 2014 avevamo già consumato tutte le risorse per il 2014: «Significa che stiamo andando avanti a debito», rimarca.

Da sinistra: monsignor Sequeri, il cardinale Scola, il cardinale Bagnasco, il cardinale Ravasi e monsignor Becciu con i ragazzi dell'Orchestra Esagramma (foto F. Scaglione).
Da sinistra: monsignor Sequeri, il cardinale Scola, il cardinale Bagnasco, il cardinale Ravasi e monsignor Becciu con i ragazzi dell'Orchestra Esagramma (foto F. Scaglione).

«Fame di bellezza»

  

Ma il senso della presenza della Santa Sede all'Expo è più forte del pur importante richiamo ad assicurare il cibo per tutti i popoli. Papa Francesco lo ripete chiaramente: «La Chiesa non è un'Ong». Ecco, quindi, che sia Ravasi che il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, sottolineano la provocazione del motto evangelico, “Non di solo pane”, che è stato tradotto in 13 lingue all'esterno del padiglione vaticano. «Tutti abbiamo bisogno di bellezza», spiega Ravasi ricordando le recenti iniziative di Papa Francesco che ha invitato i clochard a visitare la Cappella Sistina («le guide mi hanno detto che erano tra i visitatori più attenti e stupiti») e al concerto in Aula Nervi. «Abbiamo fame di bellezza», scandisce il cardinale che chiude il suo intervento con le parole del Salmo 60: “O Dio, di te ha sete l'anima mia. A te anela la mia carne”.

E Bagnasco aggiunge: «Il nutrimento del corpo non può diventare un valore assoluto. Se ci soffermiamo solo sulle necessità materiali e il possesso della ricchezza l'uomo smarrisce Dio e, quindi, anche se stesso. Il materialismo va di pari passo con l'egoismo che è oblio del prossimo e sfruttamento di alcuni a danno di altri». Si comincia però sempre dal nutrire il corpo, come ha fatto Gesù e raccontano i Vangeli. «Le religioni e la loro tradizione», spiega monsignor Angelo Becciu, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, «ben conoscono che la libertà dalla fame vuole dire anche libertà dai conflitti e prevenzione della guerra, come ricorda, nelle Litanie dei Santi, la Chiesa cattolica associando, nell’invocazione di liberazione, la malattia e la fame alla guerra: “a peste, fame et bello libera nos, Domine”». Una “liberazione” che può avvenire solo se il pane è condiviso e non sprecato e le risorse equamente distribuite. Utopia? No, Vangelo. «Potrete fare cose più grandi di me». L'ha detto Gesù ai suoi discepoli. A tavola, guarda caso, durante l'Ultima Cena.

Multimedia
All'Expo è il giorno del Vaticano
Correlati
I vostri commenti
19
scrivi

Stai visualizzando  dei 19 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo
    Collection precedente Collection successiva
    FAMIGLIA CRISTIANA
    € 104,00 € 0,00 - 11%
    CREDERE
    € 88,40 € 57,80 - 35%
    MARIA CON TE
    € 52,00 € 39,90 - 23%
    CUCITO CREATIVO
    € 64,90 € 43,80 - 33%
    FELTRO CREATIVO
    € 23,60 € 18,00 - 24%
    AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
    € 46,80 € 38,90 - 17%
    IL GIORNALINO
    € 117,30 € 91,90 - 22%
    BENESSERE
    € 34,80 € 29,90 - 14%
    JESUS
    € 70,80 € 60,80 - 14%
    GBABY
    € 34,80 € 28,80 - 17%
    I LOVE ENGLISH JUNIOR
    € 69,00 € 49,90 - 28%