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martedì 24 maggio 2022
 
 

Il Vaticano collabora contro il terrorismo

28/09/2012  L'adesione del Vaticano alla Convenzione Onu per la prevenzione e la repressione del terrorismo e dei crimini contro i diplomatici. Passo importante per la tutela della pace.

Il Vaticano fa ancora un passo avanti nel processo, ormai avviato di gran lena, per adeguare il più possibile il suo ordinamento giuridico agli standard internazionali più alti per contrastare le attività criminali. L'ultimo atto è stato l'adesione della Santa Sede alla convenzione Onu sulla prevenzione e la repressione dei reati contro le persone che godono di protezione internazionale, ivi compresi i diplomatici.



Il documento di adesione è stato già depositato presso il segretario generale delle Nazioni Unite dal segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, monsignor Dominique Mamberti. «Nel compiere tale passo», si legge nella nota vaticana, «sia a nome proprio che a quello dello Stato della Città del Vaticano, la Santa Sede ha dichiarato che intende contribuire ulteriormente e in modo concreto all'impegno globale per la prevenzione e il contrasto dei reati commessi contro i diplomatici».



Una collaborazione estremamente utile soprattutto in un periodo come questo dove sono particolarmente a rischio di essere colpiti dal terrorismo i diplomatici occidentali che operano nel mondo arabo. Il Vaticano ricorda anche che «la promozione dei valori della fraternità, della giustizia e della pace tra le persone e i Popoli stanno particolarmente a cuore alla Santa Sede e richiedono l'osservanza dello stato di diritto, così come il rispetto dei diritti umani».



Questa adesione «conferma l'attenzione della Sede Apostolica agli strumenti internazionali di cooperazione giudiziaria in materia criminale, che costituiscono un'effettiva garanzia di fronte alle attività criminali che minacciano la pace e la dignità dell'uomo». Non solo, dunque una tutela per i propri diplomatici e per quelli accreditati presso la Santa Sede, ma un aiuto «alla comunità internazionale a mantenere alta la guardia contro i rischi del terrorismo».

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