logo san paolo
martedì 30 novembre 2021
 
 

Vaticano: nuove norme sugli abusi

15/07/2010  Maggiore potere alla Dottrina della fede. Giudici laici nei processi canonici. Prescrizione a 20 anni e reato il possesso di pedopornografia. Tolleranza zero più decisa.

monsignor Charles Scicluna
monsignor Charles Scicluna

La Santa Sede ha pubblicato l’aggiornamento delle norme che riguardano i  cosiddetti “delicta graviora”, cioè i delitti più gravi. Oltre all’attesa sezione dedicata alla pedofilia, stabilisce norme più dure in materie come l'ordinazione femminile e l'eresia. In particolare, il Vaticano attribuisce maggiore potere alla Congregazione per la dottrina della fede, il dicastero responsabile guidato a lungo da Joseph Ratzinger. Ha spiegato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede: "Più specificamente sono stati inseriti: i delitti contro la fede (cioè eresia, apostasia e scisma), per i quali sono normalmente competenti i vescovi ordinari, ma la Congregazione diventa competente in caso di appello; la registrazione e divulgazione compiute maliziosamente delle confessioni sacramentali, sulle quali già era stato emesso un decreto di condanna nel 1988; l'attentata ordinazione delle donne, sulla quale pure esisteva già un decreto del 2007".

 La parte più attesa era quella che riguarda gli abusi sessuali. Le nuove norme prevedono che quando i tribunali ecclesiastici devono giudicare tali delitti possono comprendere anche avvocati e procuratori laici. Monsignor Charles Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede,  una sorta di pubblico ministro canonico, che coordina un pool di otto magistrati, l’uomo sul cui tavolo passa ogni processo per pedofilia, ha spiegato che questo è “un segnale importantissimo per evitare di dire che la Chiesa su queste materie si fida solo degli ecclesiastici”. Le norme prevedono l’estensione delle prescrizione: da 10 a 20 anni. Poi equiparano gli abusi contro handicappati a quelli sui minori e introducono il reato, tra i delitti più gravi, della detenzione e il consumo di pedopornografia da parte del clero. Si tratta di norme, ha spiegato Scicluna”, che “provengono dal Papa, cioè non sono “facoltà” concesse dal Papa, che decadrebbero alla fine del pontificato: “Sono norme che restano vigenti finché un Papa non decide di modificarle”. Indubbiamente siamo di fronte ad un giro di vite sullo scandalo degli abusi sessuali da parte del clero.

Riguardo alla denunce le nuove norme non dicono nulla di nuovo. Padre Lombardi ha richiamato la “Guida alla comprensione delle procedure” recentemente pubblicata sul sito della Santa Sede dove si spiega che occorre denunciare alla autorità civili il reato di abuso prima e non nel corso o alla fine del processo canonico, naturalmente rispettando le leggi civili vigenti. E’ stato anche spiegato che il segreto pontificio, previsto dalle norme per questi processi, non significa affatto che le denunce non dovranno essere fatte. Scicluna ha osservato che il lavoro non finisce qui. La Santa Sede infatti sta studiando le linee guida che molti episcopati hanno pubblicato per affrontare il dramma degli abusi per capire se è possibile redigere una sorta di testo generale che vale per tutti. Nell’allegato la prima pagina dell’Osservatore Romano di oggi e il testo integrale della nota di spiegazione delle nuove norme consegnata ai giornalisti da padre Federico Lombardi. E il link alla sezione dedicata agli abusi del sito internet della Santa Sede.
http://www.vatican.va/resources/index_it.htm

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo