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giovedì 21 novembre 2019
 
IN CENA DOMINI
 

Velletri: Francesco tra i detenuti per il Giovedì Santo

18/04/2019  Il Papa ha celebrato la Messa con la Lavanda dei piedi. «Chi si sente il più grande, deve essere servitore», ha detto Bergoglio. I dodici detenuti ai quali il Papa ha lavato i piedi sono di quattro Paesi diversi: 9 italiani, 1 brasiliano, 1 della Costa d’Avorio e 1 del Marocco.

Per la quinta volta Jorge Mario Bergoglio ha celebrato la Messa in Cena Domini all'interno di un carcere. Il 18 aprile 2019 sono stati i detenuti della Casa circondariale di Velletri, località dei Castelli Romani, ad accoglierlo e a vivere insieme a lui momenti di intensa commozione. La struttura è stata aperta nel 1991, si compone di due padiglioni di quattro piani, di cui uno costruito successivamente, più un reparto di semilibertà. Attualmente ospita 577 persone, di cui il 60% di nazionalità non italiana.

I dodici detenuti ai quali il Papa ha lavato i piedi sono di quattro Paesi diversi: 9 italiani, 1 brasiliano, 1 della Costa d’Avorio e 1 del Marocco. Francesco ha parlato a braccio, andando subito al cuore del messaggio di Gesù: il servizio reciproco. “Abbiamo sentito che cosa ha fatto Gesù. E' interessante”, ha dettp Francesco. Gesù che aveva tutto il potere, comincia a fare questo gesto del lavare i piedi. Un gesto che a quei tempi facevano gli schiavi. «​E Gesù fa questo gesto: lavare i piedi. Fa un gesto da schiavo: Lui, che aveva tutto il potere, Lui, che era il Signore, fa il gesto da schiavo. E poi consiglia tutti: “Fate voi questo gesto tra voi”, cioè servite l’uno l’altro, siate fratelli nel servizio, non nell’ambizione di chi domina l’altro o di chi calpesta l’altro o chi … no: servizio, servizio».

«È come quando il sole brilla alto nel cielo» ha detto don Franco Diamante, cappellano della casa ad Avvenire «e ciascuno viene raggiunto dal suo calore: anche la pietra più refrattaria assorbe una piccola quantità di quel calore. Le persone carcerate sentono questa visita come una conferma di ciò che già sanno: che il Papa con tutta la Chiesa li ama, li ascolta e si adopera perché a tutti sia data la possibilità di riscattarsi».

Nella casa circondariale vengono offerte occasioni di studio, con la possibilità di frequentare la scuola secondaria o altri corsi. È stata fatta in passato, e sta riprendendo ora, una sperimentazione nel campo della viticoltura e della coltivazione degli ulivi – due eccellenze di questa zona – come tentativo per impiegare i detenuti. Detenuti che sono attualmente 577 e con agenti e civili sono una comunità di circa mille persone.

C’è grande attesa per questa visita che monsignor Vincenzo Apicella, vescovo di Velletri-Segni, come ha detto al Sir, auspica che sia «un segno di speranza per chi è dentro, ed uno stimolo ad impegnarsi di più per quelli che sono fuori». Il vescovo, a causa del carattere strettamente privato della visita, priva di qualsiasi carattere pubblico o di ufficialità e lontana dai riflettori, non è presente tra i detenuti, a cui si aggiunge il personale del penitenziario, «ma mentre il Santo Padre celebra nel carcere io celebro in cattedrale», dice sottolineando non solo la contemporaneità cronologica, ma la speciale sintonia con il successore di Pietro.

Francesco è stato accolto dalla direttrice, Maria Donata Iannantuono, dalla vicedirettrice, Pia Palmeri, dal comandante della polizia penitenziaria, Maria Luisa Abbossida, e dal cappellano, don Franco Diamante. Ha salutato le rappresentanze del personale civile, della polizia e dei detenuti e si reca in cappella per rivestire i paramenti liturgici. 

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Diretta streaming: papa Francesco celebra la santa Messa "in Coena Domini"
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