logo san paolo
domenica 20 giugno 2021
 
Venerdì Santo
 

«La Croce c’insegna che i preti morti nella pandemia hanno donato, non perso, la vita»

01/04/2021  La riflessione del cappellano dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo frate Attilio Gueli: «Per un religioso il tempo di pandemia non è solo tragedia, ma occasione e opportunità di confermare i sacri impegni assunti con gioia il giorno dell’Ordinazione: essere dono, poter “lavare i piedi del prossimo” ed essere a servizio per tutta l’umanità»

Pubblichiamo la riflessione di frate Attilio Gueli, OFM Cap, Padre superiore della cappellania dell’ospedale papa Giovanni XXIIIdi Bergamo sul Venerdì Santo.

Ogni sera, prima di recitare l’ultima preghiera, noi frati cappellani dell’ospedale papa Giovanni XXIII scorriamo le pagine del Necrologio e leggiamo il nome dei frati defunti nella ricorrenza del giorno … dal 1500 ad oggi.

Una tradizione francescana che si tramanda da secoli: ricordare chi ci ha preceduto. È per noi un dovere di gratitudine fraterna, oltre che un atto di pietà cristiana e francescana. Spesso le citazioni legate ai nomi dei frati defunti mi fanno riflettere: “1576, fra Damiano da Bergamo, assistette con singolare carità gli appestati”, “1630, Frate Bernardo da Vigevano, morì nel soccorrere agli appestati”, “1631, Frate Vincenzo da Brescia, morì di peste assistendone gli intaccati”…

Sono esempi di religiosi e sacerdoti che hanno dato la vita nell’assistere gli ammalati di peste. Esempi di religiosi sfortunati? O modelli di santità da imitare? La chiesa, con tutta l’umanità, è investita dalla terza ondata di una tempesta che ci sta spossando: le morti, il contagio, le restrizioni…

Negli ultimi giorni si assiste ad un ulteriore aumento della richiesta di posti letto per pazienti colpiti dal Covid-19 dovuto anche agli invii da parte della centrale regionale: ogni giorno arrivano 12 pazienti da Brescia, Mantova e Varese e una decina da Bergamo. L’ospedale papa Giovanni XXIII ha posto a disposizione 183 posti letto Covid, di questi 152 sono occupati. Il limite massimo di capienza in Terapia intensiva è di 52 posti Covid: ora ne sono occupati 44.

Dati preoccupanti che descrivono la seria preoccupazione di poter curare tutti gli altri pazienti. L’attività ordinaria dell’ospedale è ridotta del 60%: si allungano le liste d’attesa, si rimandano le operazioni, slittano le visite e i ricoveri. La tempesta è estremamente violenta e sembra non perdere forza. Gli ammalati soffrono attese logoranti e solitudini deprimenti.

Proprio ora, quando il vento è impetuoso e la gente grida la sua disperazione, i nomi di quei sacerdoti che hanno dato la vita nell’assistere gli ammalati nel corso della storia francescana diviene una melodia di speranza, un inno al Vangelo.

Nell’ultimo anno nella bergamasca sono morti di Covid oltre 40 sacerdoti e religiosi. I nomi dei religiosi che non sono fuggiti, ma sono morti per stare vicino alla gente, risuonano come una melodia che rende un capolavoro la loro vita consacrata.

Un sacerdote che muore a causa della pandemia è una vita sprecata? Una vocazione persa? È solo una tragedia? Il Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio, risponde a questa domanda... e ci risponde dalla croce. La croce è la chiave di lettura che traduce la realtà in modo nuovo e “fa nuove tutte le cose”. Gesù non ha perso la Sua vita sulla croce, ma ha donato la Sua vita sulla croce. Allo stesso modo il frate, il sacerdote che è morto nel contagio è colui che si è donato agli ammalati, ai suoi parrocchiani, ai suoi fedeli… fino alla fine. Non è sprecata, persa, buttata, ma regalata, donata… La Croce non è la sconfitta ma è la vittoria dell’Amore!

San Francesco ne ha fatto esperienza diretta quando ha incontrato un lebbroso che misteriosamente sente di dover abbracciare e baciare vincendo il suo naturale ribrezzo.

Questo gesto folle innesca in Francesco un profondo cambiamento interiore conducendolo dal rifiuto e dalla distanza alla fiducia e alla misericordia verso il prossimo e verso Dio!

Ecco il miracolo più bello della nostra vita: il miracolo della nostra conversione. Il Signore ha consacrato i sacerdoti e i religiosi, cioè consegnati per sempre a Dio, affinché, a partire da Dio e in vista di Lui, potessero servire gli uomini. Quello che ci insegna Cristo è di donare la nostra vita: quel tempo dedicato ad un malato che muore… non è tempo perso, ma donato!

Quel tempo dedicato a quel malato che non guarisce, non è una sconfitta: è tempo regalato che acquista un valore eterno!!! Un sorriso, l’ascolto di una confessione, offrire la Comunione, donare l’unzione degli infermi…

Per un religioso il tempo di pandemia non è solo tragedia, ma è occasione, opportunità di confermare i sacri impegni che nel giorno dell’Ordinazione o della professione religiosa ha assunto con gioia: essere dono, poter “lavare i piedi del prossimo” ed essere a servizio per tutta l’umanità!

Medici e infermieri dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (foto Ansa)

L'Autore

  

Frate Attilio Gueli, 47 anni, bergamasco di Parre, in Val Seriana dall’estate scorsi è il superiore della cappellania dell’ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo. Negli ultimi nove anni si è occupato della predicazione itinerante delle missioni al popolo: visite nelle case, testimonianze nelle scuole, animazioni nelle piazze, predicazioni straordinarie. «Annunciare il Vangelo a coloro che soffrono è certamente una missione estremamente delicata», spiega.

Frate Attilio vive la sua vocazione di frate e sacerdote in comunione con l’associazione Faustinum, un'associazione nata nel 1996 e che conta nel mondo circa ventimila volontari: essa comprende laici, sacerdoti e vescovi provenienti da quasi cento Paesi diversi di tutti i continenti. I volontari Faustinum sono apostoli della Divina Misericordia che vogliono proclamare il mistero della Divina Misericordia al mondo nella forma tramandata da Santa Faustina Kowalska, canonizzata da San Giovanni Paolo II nel 2000: tra queste, la recita della coroncina alla Divina Misericordia proprio per gli agonizzanti, a cui Cristo ha legato promesse di grazia e di misericordia

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 0,00 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 57,80 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
GBABY
€ 69,60 € 49,80 - 28%
I LOVE ENGLISH JUNIOR
€ 69,00 € 49,90 - 28%
PAROLA E PREGHIERA
€ 33,60 € 33,50
VITA PASTORALE
€ 29,00
GAZZETTA D'ALBA
€ 62,40 € 53,90 - 14%