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domenica 25 ottobre 2020
 
 

Vescovi Mediterraneo: stop alla guerra

05/05/2011  Nota dei vescovi del Maghreb, Spagna e Francia sul conflitto e le "rivendicazioni importanti" delle piazze arabe. Politiche immigrazione dettate da ragioni elettorali.

Immigrati africani In Maghreb
Immigrati africani In Maghreb

No all’intervento militare in Libia, no alle politiche europee sulle migrazioni dettate esclusivamente da “ragioni elettorali”, no a tutto ciò che può incoraggiare paura verso la comunità musulmana. Lo affermano i vescovi di Francia, Spagna e Maghreb, riuniti a Tunisi nei giorni scorsi.  Hanno partecipato 13 vescovi di Algeria, Tunisia, Marocco, Libia, Francia e Spagna, che hanno discussi su quelle che definiscono “rivendicazioni importanti” che stanno emergendo nei paesi del Maghreb e negli altri paesi arabi e che riguardano “la dignità umana, la libertà, la giustizia e l’aspirazione ad una vera democrazia”. A proposito dell’intervento militare in Libia, i vescovi ricordano  indicano “la priorità del dialogo politico” perché  “nessuno può avere il controllo degli interventi armati che colpiscono anche vittime innocenti”.

 Riguardo invece la questione “cruciale” delle migrazioni, i vescovi scrivono: “l’Europa cerca di mettere in atto una protezione drastica che non va sempre in linea con la giustizia e diventa spesso fonte di esclusione e di discriminazione. Il Maghreb è luogo di transito per migranti che provengono dall’Africa sub-sahariana e le Chiese sono testimoni del dramma che questi uomini e queste donne vivono, lasciando il loro paese. Esse fanno sforzi notevoli per accoglierli e accompagnarli. Queste persone sono persone degne nella loro povertà, per la forza umana e spirituale che li spinge a continuare in una migrazione che purtroppo spesso si trasforma in calvario. Mettersi al loro ascolto, aiuta a cambiare lo sguardo nei loro confronti, ad essere più esigenti nel promuovere giustizia e solidarietà nei confronti di questi fratelli e sorelle stranieri che bussano alla nostra porta”.

 I vescovi inoltre mettono in guardia l’Europa da una deriva: “Quella di numerosi politici che vogliono assicurare ai loro cittadini sicurezza e protezione, ma lo fanno purtroppo spesso per ragioni elettorali”. Poi i vescovi lanciano un appello affinché “i soldi utilizzati per proteggere le frontiere” possano essere destinati agli aiuti nei paesi da dove partono i migranti in modo che queste popolazioni “non si trovino più nelle condizioni di partire a costo stesso della loro vita”. Infine il problema del tra cristiani e musulmani. Nella nota esprimono “preoccupazione nel vedere amplificarsi le resistenza dovute alla paura e al misconoscimento reciproco in tutti i paesi a maggioranza cristiana o musulmana”.

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