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lunedì 09 dicembre 2019
 
Intervista a Flavio Insinna
 

«Vi racconto l'Italia di Alberto Sordi»

09/03/2016  “Una storia tutta italiana”, un dvd uscito il 4 marzo con il Patrocinio della Fondazione Alberto Sordi. Flavio Insinna è la voce narrante di questo documentario sul grande attore romano: «È riuscito a toccare le note più profonde di quello spartito che è l’animo umano, suonandole tutte e regalandoci personaggi meravigliosi».

Un viaggio a ritroso nel tempo, accompagnati dalla carezzevole e ironica voce di Flavio Insinna, che attraverso le immagini dei film di Alberto Sordi racconta come erano e come sono cambiati gli italiani dal primo dopoguerra alla fine degli anni ’60. Sono questi alcuni dei tratti distintivi di “Una storia tutta italiana”, il documentario di Federico Scardanelli uscito il 4 marzo in dvd con il Patrocinio della Fondazione Alberto Sordi, l’Ente Morale istituito nel 1992 dal grande attore con lo scopo di aiutare le persone anziane a vivere bene la stagione più matura della vita.
“Se mi avessero detto che un giorno avrei dato la mia voce per cose così importanti, non ci avrei mai creduto” esordisce Flavio Insinna, riferendosi anche a “Il nome di Dio è Misericordia” l’audiolibro in cui ha recentemente prestato la voce a Papa Francesco. “Ho amato Alberto Sordi fin da bambino. Andare al cinema la Domenica con la mia famiglia coincideva con la visione dei suoi film che ci hanno fatto ridere dei difetti di noi italiani, ma il sottotesto era: non si fa così!” prosegue l’attore “Alle elementari andavo a scuola proprio davanti casa sua e ho passato intere ricreazioni attaccato alle finestre nella speranza di vederlo e capire se esisteva veramente, oppure era solo il frutto di un’animazione cinematografica.”

UNICO, COME UNO STRADIVARI.

Se Flavio Insinna è diventato attore lo deve anche all’eredità artistica lasciata da Alberto Sordi, da lui raccolta insieme a quella di altri mostri sacri come Proietti e Gassman. “Quando studiavo recitazione chiesero a me e Gabriele Cirilli di scrivere una tesina su di lui.” dice l’attore “Andammo a intervistare Nino Manfredi che lo paragonò a uno stradivari e, come tale, inimitabile. Tentare di imitarlo sarebbe come voler riprodurre un quadro di Guernica oppure la Gioconda, con il rischio di fare solo brutte figure”. In virtù di una recitazione coinvolgente e antiretorica che lo avvicinava al teatro brechtiano, Alberto Sordi raccontò meglio di chiunque altro le caleidoscopiche personalità degli italiani fatte di tic, nevrosi, slanci di coraggio, impeti di generosità e abissi di vigliaccheria. Dalla sua interpretazione presero vita personaggi indimenticabili, ancora attualissimi. “Come tutti i grandi classici della letteratura, da Manzoni a Sciascia, i film di Alberto Sordi sono capolavori che hanno sempre qualcosa da dire. Il suo linguaggio era semplice tanto da sembrare goffo ma, proprio per questo, arrivava a tutti e quasi tutti si sono rivisti nelle sue interpretazioni, scegliendo di ridere solamente oppure riflettere sulle brutture di questo mondo e le debolezze degli italiani” sottolinea Insinna.

UNA LUCIDA FOLLIA.

  

Al ritmo di una camminata sciolta e un po’ guascona, la sua comicità amara ha travalicato lustri e generazioni di spettatori giungendo sino ai nostri giorni, intatta e indelebile. Chi di noi non ricorda il vigile urbano, spocchioso e arrogante, che si sentiva padrone del mondo ma si perdeva a due passi da casa, oppure il soldato timoroso che muore da eroe suo malgrado, sino all’esilarante Guido Tersilli, medico della mutua assetato di denaro e riscatto sociale, che rubava i pazienti ai suoi colleghi pur di far carriera?
“Sordi possedeva una follia artistica che quasi nessuno ha. A scuola Proietti lo paragonava spesso all’attore epico, colui che attraverso un movimento o una frase rimanda ad altre mille suggestioni.” conclude l’attore “Ho studiato i suoi film e rivisto le scene centinaia di volte, posso dire che nelle sue interpretazioni c’è la vita degli italiani ma non solo. Sordi è riuscito a toccare le note più profonde di quello spartito che è l’animo umano, suonandole tutte e regalandoci personaggi meravigliosi. Si deve avere una grande consapevolezza del proprio talento per poter rappresentare in scena anche gli aspetti più meschini dell’uomo. Nel frattempo gli italiani non sono cambiati: eiste ancora il medico cialtrone, il politico che ruba, l’errore giudiziario ed esistono tutti i difetti che lui ci ha mostrato. Ma, grazie al cielo, c’è anche un’Italia che fa meno rumore, quella che vedo passare sotto i miei occhi ad “Affari tuoi”, l’Italia della brava gente che popolava le commedie di Aldo Fabrizi, persone che lavorano e si rimboccano ogni giorno le maniche per far marciare le cose nella giusta direzione”.

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