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martedì 30 novembre 2021
 
 

Camerun, Sant’Egidio sfama i detenuti

25/07/2012  Solo l'intervento della Comunità, che ha costruito un mulino, ha salvato la prigione di Tchollirè, nel Nord del Paese africano.

Anche il sovraffollamento delle carceri italiane, seppur un'emergenza costante, impallidisce di fronte alla condizione dei detenuti camerunensi a cui la Comunità di Sant'Egidio, sempre attenta alle necessità degli "ultimi", ha dedicato un progetto tanto semplice quanto essenziale. Già, perchè in un Paese in cui la fame è ancora un problema reale, è facile figurarsi cosa può accadere nell'inferno di una prigione dimenticata. Da qui, dunque, l'idea, subito tramutata in fatti concreti com'è nello stile dell'associazione, di costruire e donare un mulino ai detenuti del carcere di Tchollirè, una piccola cittadina situata nel Nord del Camerun.

Risultato? La risposta è tutta nelle parole di Luc, "ospite" di lunga data che sta scontando la propria pena: «Oggi possiamo mangiare ogni giorno grazie alle azioni della Comunità che per anni è sempre stata attenta alla nostra sofferenza». Quella del cibo ai prigionieri è da diverso tempo una delle priorità dell'associazione nei Paesi africani. Proprio come a Tchollirè dove, grazie al provvidenziale mulino donato, è ora possibile macinare la farina di miglio con cui vengono preparati i pasti. Dopo esser stati costretti, loro malgrado, a digiunare per interminabili giorni, i detenuti hanno ricominciato a mangiare.

 
 
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