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domenica 14 luglio 2024
 
dossier
 

«Vicini alle vittime, affamati di pace»: il bilancio Caritas di quest'anno di guerra

22/02/2023  Dal 24 febbraio 2022 Caritas Internationalis si è attivata con progetti di assistenza umanitaria raccogliendo finora oltre 70 milioni di euro da 48 realtà nazionali (compresa Caritas Somalia). La rete cattolica piange anche due donne della staff uccise a Mariuopol. Storie d'amore e di speranza in mesi che hanno registrato complessivamente circa 350 mila tra morti, feriti e dispersi, militari e civili, di entrambe le parti in conflitto.

Un gruppo di carri armati russi Russian T-72B3 si preparano a entrare in Ucraina addestrandosi a Kadamovsky nel Sud della regione russa di Rostov, il 12 gennaio 2022. Foto Reuters.
Un gruppo di carri armati russi Russian T-72B3 si preparano a entrare in Ucraina addestrandosi a Kadamovsky nel Sud della regione russa di Rostov, il 12 gennaio 2022. Foto Reuters.

CIRCA 350.000 MORTI, FERITI E DISPERSI DI TUTTE LE PARTI IN CONFLITTO  

Il lutto e l'orrore faticano ad avere contorni precisi. A un anno esatto dall'invasione russa dell'Ucraina, cominciata alle 5,20 del 24 febbraio 2022, non esistono dati precisi sulle vittime. Le fonti ufficiali (i ministeri della difesa di Mosca e di Kyiv) non pubblicano bollettini sulle perdite subite; altri attori, come l'Onu, procedono con cautela tra mille verifiche e riscontri incrociati. Così ci si affida alle stime. Che variano a seconda di chi le elabora. Circa i soldati russi morti, feriti o dispersi, ad esempio, si va dai 145.000 (stima del Governo ucraino), ai 180.000 (stima del ministero della Difesa norvegese) o ai 200.000 (stima Usa). Per quanto riguarda i militari ucraini uccisi, feriti o dispersi, si oscilla tra i 100.000  (stima del ministero della Difesa norvegese) e i 120.000 (stima The Telegraph). Circa, infine, i civili ucraini uccisi o feriti le cifre variano dai 19.000 (dati Onu) ai 20.000 (stima Commissione europea) o ai 30.000 (stima del ministero della Difesa norvegese). 

Un cannone della 43a Brigata ucraina d'artiglieria pesante in azione nei pressi di Bakhmut il 26 dicembre 2022. Foto Reuters.
Un cannone della 43a Brigata ucraina d'artiglieria pesante in azione nei pressi di Bakhmut il 26 dicembre 2022. Foto Reuters.

LO STESSO NUMERO DI VITTIME DEL REGNO UNITO IN TUTTA LA SECONDA GUERRA MONDIALE

La stima complessiva di 350 mila tra persone uccise, ferite, mutilate o disperse risulta alla fine plausibile.  Ed è raccapricciante. Un anno, un solo anno di combattimenti, ha causato un numero pressoché identico di vittime a quello registrato dal Regno Unito nei sei anni della Seconda guerra mondiale - 365.500 in tutto, tra soldati (272.000) e civili (93.500) - o quasi il triplo di quello (120.637) che ha segnato il Belgio durante i quattro anni della Prima guerra mondiale. 

Denys scappa con un forno a microonde a Dnipro (Ucraina) il 18 gennaio 2023 dopo un bombardamento russo, con missili. Foto Reuters.
Denys scappa con un forno a microonde a Dnipro (Ucraina) il 18 gennaio 2023 dopo un bombardamento russo, con missili. Foto Reuters.

DANNI TRA 600 E 750 MILIARDI DI DOLLARI

  

Ingenti anche i danni materiali. «Secondo le stime della Banca mondiale», ha detto il 2 febbraio scorso il premier ucraino, Denys Shmyhal, a Kyiv, durante una conferenza stampa tenuta insieme con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, «al primo giugno 2022 la Russia aveva causato danni e distruzioni in Ucraina per un totale di 350 miliardi di dollari. All'inizio del 2023, questo importo potrebbe essere tra i 600 e i 750 miliardi di dollari». Shmyhal ha sottolineato che la principale fonte di finanziamento per la ricostruzione dell'Ucraina dovrebbe essere la confisca dei fondi russi.

I DATI, SCHEDA VIDEO

La sede della Caritas di Mariupol prima d'essere bombardata. Foto tratta dall'account Twitter di Caritas Mariupol.
La sede della Caritas di Mariupol prima d'essere bombardata. Foto tratta dall'account Twitter di Caritas Mariupol.

DUE MARTIRI, DUE DONNE DELLO STAFF CARITAS UCCISE A MARIUPOL

  

Le hanno ricordate, commossi, i relatori di un convegno svoltosi a Milano, nella sede della Caritas Ambrosiana,  il 21 febbraio. Il 15 marzo 2022  un tank russo ha bombardato la sede della Caritas di Mariupol, provocando la morte di due operatrici Caritas e di cinque loro familiari che avevano cercato rifugio lì durante i primi giorni dell’assedio. Altre due operatrici erano nel centro Caritas ma in un altro edificio. Si sono salvate perché si trovavano sotto le scale. Sono state coperte dalle macerie, ma sono riuscite a scavarsi una via d’uscita. E sono state forzatamente portate in Russia. 

Non è stato fornito nessun ulteriore dettaglio. Per proteggere i parenti delle donne coinvolte. E per non aggravare ulteriormente una situazione già abbondantemente compromessa. Ma il bilancio degli interventi Caritas non può che partire da lì, dalla memoria delle due "martiri" e degli altri morti. 

In Ucraina coesistono due Caritas nazionali: Caritas Ukraine che è espressione della Chiesa cattolica di rito bizantino e Caritas Spes che è espressione della Chiesa cattolica di rito romano. Entrambe le Caritas lavorano incessantemente dall’inizio della guerra per sostenere la popolazione tramite interventi di accoglienza in rifugi sicuri, distribuzione di viveri, medicine, kit igienici e sanitari, distribuzione di acqua potabile, sostegno piscologico e servizi sanitari. Grazie alla loro capillare presenza possono entrare in azione in modo efficace ed efficiente. In particolare, Caritas Ukraine può contare su 42 centri Caritas, 448 centri parrocchiali, 181 rifugi per le persone colpite dalla guerra. Caritas Spes è operativa in più di 15.000 insediamenti (centri di accoglienza, mense...) anche in alcune zone del fronte, 2 centri di raccolta e stoccaggio di beni umanitari, a Leopoli e Mukachevo, 6 poli regionali di stoccaggio e smistamento di beni umanitari, 24 centri locali che distribuiscono aiuti umanitari.

A partire dal 25 febbraio 2022, Caritas Internationalis ha pubblicato 10 appelli di emergenza per sostenere gli interventi attivati in Ucraina dalle due Caritas nazionali, sia per supportare le Caritas dei Paesi limitrofi coinvolti dalla grande emigrazione della popolazione in fuga dalla guerra. I bisogni sono enormi: complessivamente, sono necessari quasi 100 milioni di euro per poter rispondere velocemente e in modo efficace al disastro della guerra. Quasi 50 Caritas nazionali (48, per la precisione) hanno risposto a questi appelli, garantendo finora, oltre 70 milioni di euro. Tra chi non ha fatto mancare il suo aiuto da segnalare anche Caritas Somalia, che ha contribuito permettendo alla Chiese sorelle di attivare gli interventi di emergenza.

Si stima che l'azione congiunta delle Caritas abbia raggiunto in Ucraina circa 3 milioni di persone. I beneficiari diventano 5,3 milioni se si calcolano anche i progetti Caritas nei Paesi limitrofi (Moldova, Polonia, Romani,a Repubblica Ceca, Slovacchia) che hanno accolto i profughi ucraini. 

 

UN ANNO DI GUERRA VISTO DALLA CARITAS, IL VIDEO DA KYIV

GLI INTERVENTI DELLA CARITAS ITALIANA

  

Caritas Italiana (alla cui raccolta hanno contribuito e contribuiscono i lettori di Famiglia Cristiana) sta collaborando con le due Caritas nazionali ucraine attraverso:

  • un sostegno economico ai progetti di emergenza;
  • la partecipazione di un operatore al gruppo tecnico internazionale della rete Caritas che sta affiancando le Caritas nella costruzione e monitoraggio di questi progetti. L’operatore si è recato in questi mesi in Ucraina, Polonia, Romania e Moldavia per accompagnare gli operatori delle due Caritas;
  • l’invio di circa 100 tonnellate di cibo e beni di prima necessità per rispondere ai bisogni immediati della popolazione, e l’invio di materiale necessario (quali materassi, coperte e lenzuola) per attrezzare i centri di accoglienza dei profughi provenienti dalle zone più colpite;
  • il sostegno economico al progetto "Sostegno alla gestione dei centri sociali attivi nel territorio per l'assistenza alle persone disabili";
  • il sostegno economico ed organizzativo del progetto “Campi estivi Minori” che ha visto l’accoglienza in Italia per il periodo estivo di circa 200 minori ucraini con i loro accompagnatori, per trascorrere in sicurezza e serenità un periodo al di fuori del tragico contesto di guerra in cui è immerso il loro Paese.

Inoltre, la Caritas italiana ha promosso un coordinamento tra le diverse realtà italiane impegnate localmente al fine di favorire e accrescere le sinergie a favore dei profughi ucraini

CARITAS ITALIANA, MONDO SALESIANO, CUAMM E ALTRI ANCORA: UNA RETE SOLIDALE

Inoltre, Caritas italiana ha promosso un coordinamento tra le diverse realtà italiane impegnate localmente al fine di favorire e accrescere le sinergie a favore dei profughi ucraini. Nell’ambito di questo coordinamento ha contribuito con un sostegno economico ai progetti:

  • "Emergenza Ucraina: sostegno alle famiglie e ai minori di Kiev e Lviv" Progetto della Congregazione Figlie di Maria Ausiliatrice tramite VIDES;
  • “Emergenza Ucraina: sostegno alle famiglie (piccole riparazioni case ed equipaggiamento per l'inverno)” del VIS;
  • “Allestimento e funzionalizzazione di un presidio sanitario mobile avanzato; presidi medico-sanitari, farmaci e aiuti umanitari organizzati dalla Mediterranea Saving Humans "MedCare in Ukraine";
  • “Offerta di servizi di distribuzione per beneficiari vulnerabili a strutture sanitarie pubbliche e supporto pratico al terzo settore” in collaborazione con Medici con l’Africa – CUAMM, per garantire la distribuzione di farmaci e cibo nella località di Chernivtsi in Ucraina, a supporto di una rete di strutture sanitarie locali già operative

GLI INTERVENTI DELLA CARITAS AMBROSIANA

  

Caritas Ambrosiana ha finanziato:

Attività di sostegno alla popolazione in Ucraina

Caritas Ambrosiana ha inviato tramite Caritas Italiana un contributo di 500.000 euro per finanziare le attività di emergenza in Ucraina. Questi fondi, uniti a quelli delle altre Caritas nazionali e diocesane hanno consentito lo sviluppo delle azioni che ascolteremo a breve e raccontate nel dossier che abbiamo preparato.

Attività di sostegno ai profughi in Moldova

Caritas Ambrosiana ha anche finanziato le azioni di Missione Sociale Diaconia, l’organismo sociale della chiesa ortodossa rumena in Moldova, con cui collabora da 20 anni.

Il sostegno ai progetti proseguirà anche nel 2023, in base alle necessità indicate dal nostro partner di progetto in Moldova.

 

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