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mercoledì 22 maggio 2024
 
 

Violenza e attenuanti: il caso.

26/09/2014  Il ricorso e la sentenza. E adesso che succede?

La corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un condannato in Appello per stupro a Venezia, rinviando alla Corte d’Appello per una nuova decisione. Il caso, per la sua delicatezza, fa discutere. Si tratta di una vicenda in cui un marito è accusato di avere compiuto, sotto l’influsso dell’alcol, violenza sessuale, nei confronti della moglie.

Il marito ha fatto ricorso contro la decisione della Corte d'Appello di ritenere non applicabili al caso - trattandosi di una violenza piena, portata a termine -  le attenuanti «per minore gravità». La Cassazione, che giudica solo dell’applicazione della legge (dell’errore di diritto e non anche del merito dei fatti, cioè delle cose accadute), ha ritenuto che il ricorso fosse fondato. La “gravità”, riassumendo in soldoni i concetti espressi dalla Corte, va valutata non sull’automatismo della “quantità” di violenza esercitata ma tenendo conto di una serie di fattori: «il grado di coartazione esercitato sulla vittima, l’entità della compressione della libertà sessuale, il danno psichico arrecato».  Specificando che l'automatismo potrebbe di fatto rendere al contrario "meno punibile" un fatto minore in "quantità", ma ugualmente grave per la qualità, per le circostanze, per gli effetti. Fatti tecnici, ma a tema delicatissimo.

Non è difficile prevedere che se ne discuterà ancora molto, anche perché nella sua requisitoria il procuratore generale, chiedendo il rigetto del ricorso, aveva invece dato ragione alla Corte d’Appello, ritenendo che l’atto, grave in sé, escludesse le attenuanti «per minore gravità».

Che succederà ora? La Corte d’Appello di Venezia rifarà il processo, dato che la prima sentenza è stata annullata con rinvio: questo non significa che non potrà decidere condannare di nuovo e di negare nuovamente quell’attenuante per come sono andate le cose, accertate. Ma in quel caso dovrà motivare la scelta di negarla con argomentazioni più aderenti alle indicazioni della Cassazione.

 
 
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