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giovedì 26 novembre 2020
 
L'appello
 

Stefania Sandrelli e Alberto Veronesi: "I teatri potrebbero non riaprire il Governo ci aiuti a salvarli"

15/03/2020  La chiusura forzata sta mettendo a dura prova il futuro dei teatri e il lavoro delle persone che vivono di spettacoli dal vivo. Per loro si sono mobilitati volti noti come Stefania Sandrelli e Alberto Veronesi ecco come

Il teatro non deve morire di coronavirus, lo dicono nomi di peso come Alberto Veronesi e Stefania Sandrelli, che rivolgono alla rete una petizione e al Governo un appello per la tutela delle persone che vivono di spettacolo dal vivo, non potendo contare sulla loro visibilità:

«Ci permettiamo» scrivono su Change. org di fare un appello al Governo,  «per esprimere il grande grido di dolore dell’intero comparto dello spettacolo dal vivo, il primo la cui attività è stata chiusa e gli effetti di questa crisi metteranno una grave ipoteca sulla sua riapertura; i lavoratori precari, non dipendenti, ivi compresi i liberi professionisti, che a questo mondo fanno riferimento, sono già esclusi come categoria dalla applicazione degli ammortizzatori sociali e delle indennità. Ci riferiamo precisamente agli operatori della lirica, della prosa, della musica classica tradizionale e contemporanea, della musica popolare contemporanea, della danza, dei circhi, dello spettacolo viaggiante e della formazione artistica, un intero comparto del lavoro e della creatività nazionale la cui sopravvivenza è oggi gravemente minacciata».

Con riferimento al Decreto Legge che è in approvazione in questi giorni sulle misure urgenti a sostegno della economia e della sanità, chiedono che i lavoratori dello spettacolo siano considerati al pari degli altri lavoratori e che possano beneficiare di ammortizzatori e di tutlele quali il differimento delle scadenze fiscali», agevolazioni che chiedono anche per le imprese legate allo spettacolo.

«Crediamo che potremmo risollevarci», scrivono i due artisti facendo un accorato appello per il riconoscimento dell'importanza del patrimonio artistico e culturale italiano «come Paese solo se prevarrà il senso di comunità ed anche la tutela del patrimonio culturale. Per Schopenhauer l’arte, ed in particolare la musica, era la sola attività che permettesse all’uomo di sfuggire al proprio destino di sofferenza. Dostoevskij diceva che la contemplazione della Madonna di Raffaello era la sua terapia personale, perché , come scrive ne l’Idiota, solo la bellezza salverà il mondo. Quando il contagio finirà e riapriremo l’Italia, riapriamo i musei, i teatri, portiamo ed espandiamo la nostra bellezza italiana da sempre nostra forza nel mondo».

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