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Vocazioni, rifiorisce l'Olanda

27/06/2012  Erano vuoti da anni. Oggi i seminari dei Paesi Bassi e di certe diocesi di Francia, Spagna e Usa, registrano nuovamente l'ingresso di giovani che si sentono chiamati al sacerdozio.

Sono confortanti i dati diffusi a margine della presentazione del documento sulle vocazioni elaborato dalla Congregazione per l'educazione cattolica e dalla Pontificia opera per le vocazioni sacerdotali. Aumenti significativi si sono registrati in Asia e in Africa dove, negli ultimi dieci anni, le vocazioni sono aumentate rispettivamente di 8.000 e di 6.500 unità. Una certa ripresa, dopo gli anni di forte calo seguiti allo scoppio dello scandalo pedofilia, si nota anche in America del Nord. In particolare negli Stati Uniti, la diocesi di Boston, una delle più colpite dallo scandalo, ha oggi il seminario pieno.

Persino in Europa ci sono segnali di ottimismo. Seppur il calo complessivo degli ultimi dieci anni è di 6.000 seminaristi, in alcuni Paesi comincia una sostanziale inversione di tendenza. In Romania, per esempio, il cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione, ha sottolineato che «in una diocesi in cui i cattolici sono il 7 per cento della popolazione il seminario ospita 140 seminaristi mentre in tutto il Paese, a maggioranza ortodossa, ci sono 4 facoltà teologiche statali».

Non solo, in un Paese come l’Olanda dove per anni non ci sono state vocazioni, comincia una lenta ripresa, così come si notano segnali positivi in alcune diocesi della Spagna e della Francia. Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha sottolineato l’aumento delle vocazioni via Internet. «Tutte le condizioni sono buone per l'annuncio e la chiamata, anche quelle che possono venire dalle nuove tecnologie», è stato il commento del prefetto, il cardinale Zenon Grocholewski.

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