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Vocazioni, Torino prega e cammina

19/04/2013  "Vivi 4x4". E' la proposta della Diocesi di Torino in occasione della 50° Giornata mondiale per le vocazioni. Quattro pellegrinaggi notturni diretti a quattro santuari diversi.

A piedi nella notte. Come i pellegrini dei secoli passati. Come uomini e donne che cercano una strada. Non un brancolare nel buio, quindi, ma un cammino che ha una direzione, una meta.
È intitolata "Vivi 4x4" la proposta lanciata dalla Diocesi di Torino in occasione della veglia vocazionale. Si tratta di quattro route notturne contemporanee, pensate in particolare per i giovani e dirette verso quattro luoghi simbolo della Diocesi
: il Monte dei Cappuccini a Torino, il santuario Nostra Signora di Lourdes a Selvaggio, il Santuario Madonna dei Fiori a Bra e il Sacro Monte di Belmonte. Il tutto accompagnato da un videomessaggio dell'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia

Questo non è un anno qualunque per i ragazzi torinesi. E' l'anno del Sinodo dei giovani, una coraggiosa proposta inaugurata lo scorso novembre e articolata in diverse tappe consecutive. Poche settimane dopo la Gmg diocesana, "Toda joia" (il titolo strizzava l'occhio a un tormentone musicale di sapor brasiliano) e in vista della Gmg di Rio de Janeiro (raduno mondiale programmato per l'estate prossima), i giovani di Torino e dintorni hanno una nuova occasione per incontrarsi e per pregare. Perché, come spiegano gli organizzatori «il cammino della vita ha bisogno di una forza speciale, quasi una forza 4x4».

Il linguaggio scelto per comunicare l'evento è, in linea con lo stile del sinodo, essenziale, diretto, attento ai ragazzi e alla loro quotidianità. Mondo virtuale compreso: «Abbiamo pensato di usare vari mezzi – spiegano dall'Ufficio diocesano per la Pastorale Giovanile – Internet e i social network, ad esempio, elementi essenziali della modernità. Senza però trascurare le esperienze più tradizionali, come il camminare a piedi, un modus vivendi che da sempre i cristiani hanno adottato per esprimere e rafforzare la loro fede».
Non solo. In questa particolare forma di veglia vocazionale c'è un forte richiamo all'unità, ben simboleggiata dai quattro cammini paralleli. «Quello della Diocesi torinese è un territorio esteso, che racchiude al suo interno storie profondamente diverse, anime diverse. Eppure ci piace pensare che questa sia una serata di unione: giovani che sanno essere vicini spiritualmente, pregando per altri giovani».

Le route non sono proprio processioni in senso tradizionale, ma piuttosto piccoli viaggi a tappe, fatti di cammino e di soste, di silenzi, di canti e testimonianze. Esperienze anche fisiche, nelle quali il corpo gioca un ruolo importante (perché spesso un po' di sana fatica, lo sanno bene i "pellegrini di lungo corso", aiuta a cogliere la gioia e il valore del camminare).

Monsignor Nosiglia partecipa personalmente al percorso di Torino città, cioè quello che partendo dal Seminario Minore fa tappa al Seminario Maggiore per poi raggiungere il Monte dei Cappuccini. È lì che l'Arcivescovo propone ai giovani una meditazione sul tema delle vocazioni.

 
 
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