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sabato 25 giugno 2022
 
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Volontariato Patrimonio dell'umanità, a Padova il lancio della candidatura

30/09/2021  L’1 e 2 ottobre presso il Palazzo della Ragione il convegno nazionale nell’ambito del Festival Solidaria durante il quale sarà presentato il logo e lo slogan della campagna. Tra gli ospiti Giuliano Amato, Fabrizio Pregliasco e Ivana Borsetto

Entra nel vivo il percorso della candidatura del Volontariato a Patrimonio Mondiale dell’umanità Unesco.

Per questo Padova, città che l’anno scorso è stata Capitale Europea del Volontariato e da cui è nata l’idea, organizza nelle giornate dell’1 e 2 ottobre presso il Palazzo della Ragione il convegno nazionale “Patrimonio Volontariato”.

L’evento, organizzato in collaborazione con Solidaria, Vita, CSV Padova e Rovigo, vuole raccontare nella prima giornata di lavori il lungo processo di riconoscimento del volontariato italiano: dalla legge 266/91, alla Carta dei valori del volontariato fino alla carta dell’azione volontaria. L’appuntamento è inserito all’interno del Festival Solidaria (qui il programma completo) giunto alla quarta edizione.

Quaranta eventi in una settimana per approfondire il tema “Evoluzione”: non è la competizione che fa progredire le società, ma la collaborazione, la solidarietà, l’inclusione. Durante la seconda giornata invece sarà presentata la campagna Volontariato Patrimonio dell’Umanità, in particolare il logo e il naming claim della Campagna stessa realizzato da Paolo Iabichino, creativo e fondatore dell’Osservatorio Civic Brands con Ipsos Italia.

«Siamo consapevoli che il volontariato ha caratteristiche diverse nei vari territori europei, per via di differenze storiche, culturali, giuridiche», ha ricordato Lejla Sehic Relic, Presidente del CEV (Centro europeo del volontariato) in occasione dell’inaugurazione di Berlino Capitale Europea del Volontariato, «e sappiamo che si realizza in campi molto vari, dai diritti umani all'inclusione sociale, dall'ambiente alla cultura. Siamo consapevoli che per quante differenze ci siano», ha aggiunto, «agiamo tutti all'interno di una cornice di valori condivisi, valori che ispirano e accomunano i volontari e le volontarie. Dobbiamo ribadire di più questi valori. Dobbiamo fare evolvere il dibattito e il confronto tra "i volontariati" europei dal tema del "come" si agisce nei diversi paesi al grande tema del "perché" si agisce nel volontariato». Ecco perché «In questo impegno diventa particolarmente importante la campagna lanciata da Padova al termine del suo anno da capitale europea del volontariato, per il riconoscimento del volontariato come patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO. Un percorso che va sostenuto con forza, che ha già raccolto centinaia di adesioni in Italia e che invito tutte le organizzazioni, in tutta Europa, a promuovere con convinzione per raggiungere quest’obiettivo. Non solo per la visibilità che può dare all'impegno di milioni di volontari, ma perché il patrimonio comune che è il volontariato va protetto e rinforzato da parte di tutti, delle comunità e delle istituzioni».

Ai lavori di Padova parteciperanno tra gli altri Giuliano Amato, Vicepresidente della Corte Costituzionale, Fabrizio Pregliasco, Presidente ANPAS, Ivana Borsetto, Presidente Focsiv e tanti altri.

«A trent’anni dalla legge sul volontariato», afferma Emanuele Alecci, presidente del CSV Padova e Rovigo e del Comitato Padova capitale europea del volontariato, «abbiamo tutte le evidenze di quanto sia fondamentale mettere al centro dello sviluppo delle nostre comunità i valori, le capacità, le visioni dell’azione volontaria. È il nostro patrimonio più prezioso, che contribuisce al perseguimento del benessere, dell’inclusione, della giustizia sociale. È una forza, sempre innovativa, che spinge alla tutela dei beni comuni attraverso la cittadinanza attiva e la sussidiarietà, e che rafforza le strutture portanti delle società democratiche. Ed è quindi un patrimonio da riconoscere, da tutelare, da promuovere, di cui tutti sono chiamati a prendersi cura. Lanciamo da Padova, capitale europea del volontariato 2020, questa proposta ai Paesi europei, a tutte le persone e a tutte le organizzazioni che condividono con noi l’auspicio di un futuro più attento alle fragilità, più sostenibile, più solidale».

 
 
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