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domenica 11 aprile 2021
 
 

Walter Veltroni, dal Campidoglio alla debacle del Pd

28/01/2015 

Sussurrano che uno dei suoi sponsor sia nientemeno Giorgio Napolitano. Lui, mentre a Roma si discute sul totonomi, è andato in Cile dove è stato proiettato il suo film su Enrico Berlinguer.

Walter Veltroni
nasce a Roma il 3 luglio del 1955, ex segretario nazionale del Partito Democratico e candidato premier della coalizione PD-Italia dei Valori per le elezioni politiche del 2008. Veltroni è stato eletto sindaco di Roma una prima volta nel 2001 è stato poi riconfermato nel 2006 con il 61,8% dei voti, dimettendosi da tale carica il 13 febbraio 2008 per candidarsi alle elezioni politiche dell'aprile successivo. Il 14 ottobre 2007 diviene il primo segretario politico nazionale del nascente Partito Democratico, incarico da cui si è dimesso il 17 febbraio 2009 in seguito alla sconfitta elettorale alle elezioni regionali in Sardegna per cedere la poltrona a Dario Franceschini. Matteo Renzi commentò: «Per liberarsi di un disastro, hanno eletto il vice disastro».

È stato vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni culturali del governo Prodi e segretario dei Democratici di Sinistra dall'ottobre 1998 all'aprile 2001. Dopo la sconfitta elettorale, avvenuta il 13 e 14 aprile 2008, ha varato, sul modello anglosassone dello shadow cabinet, il governo ombra del PD, il secondo di questo tipo in Italia, dopo quello del Pci con a capo Occhetto.

È sposato con Flavia Prisco, ha due figlie, Martina e Vittoria, è figlio di Vittorio Veltroni, radiocronista EIAR e poi dirigente della RAI, scomparso quando Walter aveva un anno. Sua madre, Ivanka Kotnik, era figlia dello sloveno Ciril Kotnik, ambasciatore del Regno di Jugoslavia presso la Santa Sede. Si avvicinò, come il padre, al mondo del cinema, e successivamente maturò le prime esperienze politiche. Ha conseguito nel 1973 il diploma di istruzione secondaria superiore rilasciato dall'Istituto di stato per la Cinematografia e la Televisione.

Nel 1976, a ventuno anni, è stato eletto consigliere comunale di Roma nelle liste del PCI, mantenendo questa carica fino al 1981. Nel 1987 è stato eletto per la prima volta deputato nazionale. Un anno dopo è entrato nel comitato centrale del PCI, e in questa veste si è dichiarato favorevole alla svolta della Bolognina di Achille Occhetto e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. Nel 1992, nonostante all'epoca fosse soltanto giornalista pubblicista, è stato nominato direttore de L'Unità, dove ha svolto la pratica che gli ha consentito di accedere agli esami da giornalista professionista, superati il 12 luglio 1995. Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione di Centrosinistra, divenne vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport.

Tra i suoi libri più famosi: I care (2000),  Forse Dio è malato. Diario di un viaggio africano (2000), Il disco del mondo. Vita breve di Luca Flores, musicista (2003), Senza Patricio (2004) e La scoperta dell'alba (2006).

 
 
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