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Xylella, il ministero: «Colpiti solo 2 ulivi su 100»

15/07/2015  Su circa 27 mila piante analizzate, delle quali l'87% ulivi, soltanto 612 risultano colpiti dal batterio. Sono i dati forniti dal ministero per le Politiche agricole in una relazione del 6 luglio scorso. Intanto, il piano di eradicazioni va avanti e settimana prossima arriva nel Salento il commissario Ue per la Salute Vytenis Andriukaitis

Uno degli aspetti poco chiari dell’affaire Xylella, sin dall’inizio, sono stai i numeri. Ballerini, talvolta gonfiati, di fatto inesistenti. Si è parlato di 200mila piante infette, poi di 500mila, alla fine di un milione. Con il solito corollario: è emergenza, bisogna fare presto.

Ora un dato c’è. E dovrebbe far riflettere. Gli ulivi colpiti dal batterio, su circa 27 mila piante analizzate (26.755 per la precisione), sono 612. Le altre 24.381 piante hanno dato esito negativo. Le piante analizzate sono per l’87 per cento ulivi, il resto mandorli, oleandri e viti.
A metterlo nero su bianco non è qualche comitato ambientalista o i soliti complottisti in servizio permanente effettivo ma il ministero delle Politiche agricole nella relazione sulle «Misure di contrasto alla Xylella fastidiosa in Italia - Stato di attuazione» pubblicata il 6 luglio scorso.
I campioni analizzati sono stati prelevati in tutte le zone interessate dalla Xylella: l’intera provincia di Lecce, il focolaio di Oria, l’area di contenimento di 20 chilometri a Nord della provincia di Lecce, le zone cuscinetto, di sorveglianza e le aree non demarcate.

Sono risultati infetti soltato 612 su 26.755 campioni analizzati in tre diversi laboratori, vale a dire poco meno del 2% del totale. In realtà non si tratta di dati sorprendenti per chi ha seguito la vicenda dall’inizio visto che già gli ispettori inviati in Salento dall’Unione Europea avevano fornito numeri analoghi smentendo, con i numeri, che il contagio stesse galoppando inesorabilmente alla velocità della luce. Fino a dicembre del 2013, scrivono gli ispettori Ue, gli ulivi infettati erano 21 su un campione di 1.757 alberi analizzati, dal dicembre 2013 all’aprile 2014 erano 242 su un campione di 12.109 mentre dall’aprile all’ottobre 2014 su un campione di 1.141 alberi nessuno risultava infetto. Tirando le somme, su 15.007 alberi analizzati dalla fine del 2013 a ottobre 2014, quelli positivi alla Xylella erano 263. L’ultimo dato, invece, si riferisce al periodo tra ottobre 2014 e il 4 giugno 2015, quindi recente e aggiornato a poco più di un mese fa.

Non solo, ma siccome la questione Xylella è divenuto un caso europeo con Paesi come la Francia e la Spagna che hanno minacciato l’embargo totale sulle specie vegetali italiane ecco che, scrive il ministero nella relazione, «complessivamente in tutta Italia sono state portate a termine quasi 33.600 ispezioni» e «si può dichiarare l’intero territorio italiano ufficialmente indenne da Xylella, a eccezione delle aree delimitate delle Province di Lecce e Brindisi».
Da quando (autunno 2013) è scoppiato l’allarme nella provincia di Lecce, considerata e classificata come zona infetta, dei 10.637.454 ulivi censiti solo 875 sarebbero colpiti da Xylella, vale a dire lo 0,0082 per cento.

E ora che succede? Il piano predisposto dal commissario straordinario Silletti va avanti. Il 3 luglio, come riassume la relazione, Silletti è stato incaricato di predisporre un nuovo stralcio del piano di interventi in attuazione delle misure previste nel decreto ministeriale del 19 giugno in materia di eradicazione, misure di contenimento, definizione di una zona di sorveglianza, rintracciabilità e controlli ufficiali sugli spostamenti delle piante ospiti della Xylella.
«Il primo stralcio del piano relativo agli abbattimenti delle piante infette è stato già approvato, come prima fase urgente di applicazione delle misure di eradicazione fuori dalla zona infetta», si legge nella relazione del ministero. Non potranno essere toccate le 26 aziende biologiche e i 26 vivai ai quali il Tar ha dato ragione in due gradi di giudizio.

Intanto, la prossima settimana il commissario europeo per la Salute, Vytenis Andriukaitis arriverà in Salento per vedere la situazione mentre prosegue l’inchiesta della Procura di Lecce, coordinata dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone. Martedì sono stati ascoltati a Bari nella sede dell’Università «Aldo Moro», due esperti di Xylella fastidiosa, la ricercatrice del Cnr Maria Saponari e il professor Franco Nigro, docente del Dipartimento di scienze del suolo, della pianta e degli alimenti della facoltà di Agraria. La pm, insieme alla collega Barbara Licci, ha ottenuto sei mesi di proroga per andare avanti con l’inchiesta che, al momento, non ha alcun iscritto nel regsitro degli indagati e procede per il reato di diffusione colposa di malattia delle piante.    

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