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Yara
 

Yara, i genitori: «Ora preghiamo anche per l’assassino»

20/06/2014 

Brembate di Sopra (Bergamo)

La sua cameretta non si è trasformata in un set. Dal tinello di casa di via Rampinelli non c’è stata nessuna diretta Tv. Mamma Maura, maestra d’asilo, e papà Fausto Gambirasio, geometra, hanno scelto il silenzio. Da quel pomeriggio del 26 novembre 2010 quando Yara esce di casa per andare incontro alla morte hanno protetto se stessi, la memoria stessa di Yara e gli altri figli da una pressione altrimenti insostenibile. Negli ultimi giorni, però, tutto è cambiato. Il presunto assassino della loro figlia ha un nome e un volto. Don Corinno Scotti, il parroco di Brembate di Sopra, è l’unico a sentire al telefono Fulvio e Maura. Gli hanno detto al telefono: «Don, prega per chi ha ucciso nostra figlia, prega anche per lui». Un esempio di testimonianza che quasi fa commuovere il parroco mentre si raccoglie in chiesa a pregare.

Negli ultimi mesi, racconta ancora don Corinno a Famiglia Cristiana, a casa Gambirasio c’era quasi una sorta di «rassegnazione serena». Una vita faticosamente ricominciata, pur nel dramma di una morte inspiegata e inspiegabile. La scuola, i figli da accudire, il catechismo in parrocchia. «Ora», dice, «è come se la ferita si fosse riaperta di nuovo, con violenza. Di nuovo pressione, notizie che si susseguono, indiscrezioni. La speranza per questi genitori e per tutti noi è che si faccia luce e ci sia finalmente giustizia». Don Corinno lo ha scritto, citando una frase del Vangelo, nel monumento che ha dedicato a Yara in oratorio: «Perché abbia la vita in pienezza».

Può sembrare un paradosso, ma è la forza invisibile della fede che sostiene in questo momento i coniugi Gambirasio nell’ennesima tappa di questa via Crucis cominciata tre anni e mezzo fa. Fulvio Gambirasio lo ha detto a don Corinno: «Preghiamo per la famiglia Bossetti, preghiamo anche per loro. Sono stati travolti dall’inchiesta».

Nella Chiesa di Ss. Maria Assunta, il via vai dei fedeli per l’adorazione si mescola a quello dei giornalisti. Don Corinno prega anche mentre si intrattiene con i cronisti: «Fulvio e Maura mi hanno sempre detto che la morte di Yara deve aiutarci a diventare più buoni», dice, «altrimenti vince l’assassino. Vince la forza del demonio, del male».  

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