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mercoledì 24 aprile 2024
 
 

Zoom sulla salute italiana

23/12/2011  Citando l'ultima "Relazione sullo Stato sanitario del Paese" siamo tra i popoli più longevi d'Europa. Ma i problemi e le cattive abitudini non mancano.

«Si tratta di una fotografia dell'esistente, non della situazione ottimale, con molti spunti per la programmazione. Bisogna passare dalle dichiarazioni di principio all'applicazione diffusa di buone pratiche sottoposte a valutazione continua». Con queste parole il neo Ministro della Salute Renato Balduzzi ha presentato la nuova Relazione sullo Stato Sanitario del Paese (RSSP) 2009-2010, una sorta di cartella clinica dell’Italia. Con un dato che spicca rispetto agli altri: l'Italia è tra i paesi più longevi d'Europa, anche se le condizioni di salute sono a rischio per i cattivi stili di vita, in particolare sedentarietà e fumo. Risulta tra i primi stati per incremento della speranza di vita e quasi dimezzata è la mortalità generale dal 1980.

Per quanto riguarda quella infantile, è ridotta del 22% per i maschi e del 24% per le femmine. Le malattie del sistema circolatorio e i tumori, invece, si confermano le principali cause di morbilità e mortalità con alcune differenze fra i due sessi, ma la mortalità per tumori dagli anni ‘90 si è ridotta del 20%, mentre quella per le malattie cardiocircolatorie del 60% dal 1980.

Insomma, i dati rivelano alcuni miglioramenti: la popolazione residente in Italia continua il suo percorso di crescita, raggiungendo il traguardo storico dei 60 milioni di abitanti, con un 20,3% di soggetti che hanno più di 65 anni. Nella relazione sono state affrontate le problematiche connesse al rapporto tra ambiente e salute, agli stili di vita, nonché gli aspetti relativi ai determinanti socio-economici, che dopo l’età, sono il singolo determinante più importante delle differenze di salute in una popolazione, portando ad evidenziare la necessità di muoversi e contenere altri fattori di rischio per la salute quali il fumo.

Per quanto concerne l’assistenza agli anziani e la presa in carico delle condizioni di fragilità e di non autosufficienza, si registra in tale ambito, rispetto al biennio precedente, una diminuzione dei ricoveri ospedalieri degli anziani ultrasessantacinquenni e l’ulteriore incremento dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Altro elemento caratterizzante di questa fotografia è l’aumento della popolazione straniera residente nel nostro Paese, arrivata a 4.570.317 unità al 1° gennaio 2011, rappresentando così il 7,5% della popolazione totale. La RSSP è una componente essenziale del ciclo di pianificazione, programmazione e valutazione del Servizio Sanitario Nazionale e fornisce una periodica informativa, al Parlamento ed ai cittadini, sullo stato sullo stato di salute della popolazione. Per la prima volta, è possibile consultare on line la pubblicazione cliccando sul sito del Ministero della Salute.

 
 
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