Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
giovedì 18 aprile 2024
 
l'assemblea della cei
 

«C’è troppa accettazione della logica della guerra. Premierato? Va creato un clima costituente»

13/11/2023  Il presidente di vescovi italiani, il cardinale Matteo Zuppi, ha aperto ad Assisi l’Assemblea generale straordinaria con un’ampia relazione che ha toccato vari temi sull’attualità, dai centri per richiedenti asilo in Albania («Sui migranti serve un'azione dell'Europa corale, comune e condivisa dove l'esternalizzazione non può essere la soluzione») alle riforme costituzionali. Si dice preoccupato per l’antisemitismo. E sul conflitto in Medio Oriente: «La pace richiede il concorso di tutti. Ho visto come esistano fili tenui per la pace e l'esercizio dell'umanità: tenui ma reali, messi in discussione dall'assenza di dialogo che può, invece, rafforzarli»

L’ondata di antisemitismo in Italia e in Europa. Le riforme istituzionali del governo Meloni. La gestione dei migranti con i centri per i richiedenti asilo in Albania e la delicata situazione in Medio Oriente. Presso la Domus Pacis di Assisi si è aperta la 78esima Assemblea generale straordinaria dei vescovi italiani, in programma fino a giovedì prossimo, e il presidente, il cardinale Matteo Zuppi, nella sua relazione introduttiva tocca diversi temi di attualità.

«Non abbiamo ancora tutti gli elementi per comprendere come sarà realizzata la creazione dei centri in Albania per i richiedenti asilo. Auspichiamo che i diritti umani dei richiedenti asilo siano rispettati. Riaffermiamo che sui migranti serve un'azione dell'Europa corale, comune e condivisa dove l'esternalizzazione non può essere la soluzione», dice Zuppi, «riaffermiamo come sul tema dell'emigrazione è necessaria un'Europa consapevole, responsabile e davvero unita e solidale, che non lasci l'Italia da sola. Le due bandiere, italiana ed europea, esposte sui nostri edifici, suggeriscono ai concittadini che l'Unione non è un accessorio, ma un modo di pensare l'Italia, pienamente sé stessa ed europea». Questa realtà, non semplice da gestire politicamente, è presente al Governo e al Parlamento, ma «deve crescere nella coscienza dei cittadini e degli attori della politica. È una necessità che scaturisce dal confronto con il mondo globale, con i giganti protagonisti della sua scena: preserva la nostra cultura, le nostre radici cristiane e umanistiche, un modo di vivere e di sentire, pluralistico, ma anche interconnesso, che pone la persona al centro e che ha sviluppato diritti e libertà, doveri e solidarietà, in modo inedito nella storia», aggiunge Zuppi, ricordando che «all'Europa, grandi cristiani hanno lavorato dalla fine della guerra e per superare il conflitto».

Il presidente della Cei è intervenuto anche sul dibattito sul premierato dopo il disegno di legge approvato dal governo Meloni e che ora dovrà affrontare l’iter parlamentare: «L'Italia, in un momento così delicato economicamente e socialmente, sta discutendo su un tema impegnativo, la riforma costituzionale. Ho già detto - in un precedente intervento - che per un'efficace riforma, che tocca meccanismi delicati del funzionamento della democrazia, è indispensabile creare un clima costituente, capace di coinvolgere quanto più possibile le varie componenti non solo politiche, com'è ovvio e come fu all'origine della Costituzione, ma anche culturali e sociali». Zuppi. «Siamo ancora lontani da questo e non posso che ripetere l'invito, perché la Costituzione sia di tutti e sia sentita da tutti. Costituzione significa anche questo: statuire insieme, perché non si vive di solo presente e per costruire il futuro anche il passato, la nostra storia democratica, può offrire una lezione di sapienza», ricorda il cardinale Zuppi. «Permettetemi di ricordare una richiesta formulata dall'intero Consiglio Permanente ormai un anno fa - aggiunge quindi -: valutando con preoccupazione il progressivo astensionismo, invitava a recuperare la partecipazione dei cittadini iniziando dalla riforma della legge elettorale, che tanti esponenti politici di ogni parte, giuristi e autorevoli personalità hanno giudicato da cambiare. Per questo parlavo di un clima costituente che sia coinvolgente conclude il presidente dei vescovi -: bisogna riaffezionare gli italiani alla Repubblica, alla casa comune. Se i legami sociali si allentano, è invece necessario rafforzarli, sentendosi parte di un destino comune».

La Chiesa in Italia è «al servizio della gente», ricorda Zuppi, citando la preparazione della 50ª Settimana Sociale dei Cattolici in Italia di Trieste, che si terrà dal 3 al 7 luglio 2024, sul tema: Al cuore della Democrazia. Tra le altre urgenze segnalate alla politica, la questione casa: «Nelle città turistiche si preferisce guadagnare trasformando gli appartamenti in B &B piuttosto che affittare a prezzi calmierati alle famiglie o a studenti fuori sede», alle prese con il caro mutui e il caro affitti.

Il cardinale teme l’escalation dei conflitti, a cominciare da quello deflagrato un mese fa in Medio Oriente con l’attacco di Hamas ad Israele e la risposta conseguente: «Il primo pensiero è rivolto alle guerre che dominano gli scenari del mondo, con il loro tragico seguito di morti, violenze, distruzioni, barbarie e profughi. Queste guerre», sottolinea, «fanno temere che la Terza Guerra mondiale a pezzi - come ripete da tanti anni Papa Francesco - possa diventare un'unica guerra. Non è pessimismo, ma realismo e responsabilità, che portano a chiedere che il mondo si fermi sulla via della guerra!». La pace, secondo Zuppi, «è il problema dei problemi, perché la guerra genera ogni male e versa ovunque i suoi veleni di odio e violenza, che raggiungono tutti, pandemia di morte che minaccia il mondo. Tutto è perduto con la guerra - prosegue -: lo sappiamo, ma non impariamo! Addirittura tanta cultura diventa cedevole nell'accettazione della guerra come fosse una compagna naturale, se non dolorosamente benefica, della storia dei popoli».

Per il presidente della Cei, «l'alternativa alla guerra è riprendere a trattare con buona volontà e rispetto dei vicendevoli diritti. Non bisogna smettere di credere che si può arrivare a comprendersi! Non è ingenuità, ma responsabilità!». Zuppi ricorda quindi la missione di pace e per scopi umanitari affidatagli dal Papa per l'Ucraina: «La pace richiede il concorso di tutti. Ho visto come esistano fili tenui per la pace e l'esercizio dell'umanità: tenui ma reali, messi in discussione dall'assenza di dialogo che può, invece, rafforzarli. Occorre tanta insistenza e la convinzione che è la pace il destino, non la guerra o l'ingiustizia».

Il presidente dei vescovi italiani si dice preoccupato per «il risorgere, in queste ore, dell'antisemitismo. Sappiano i nostri fratelli ebrei italiani che la Chiesa non solo è loro vicina, ma che considera ogni attacco a loro, anche verbale, come un colpo a sé stessa e un'espressione blasfema di odio. Non resteremo indifferenti», promette, «la fine dell'antisemitismo è un impegno educativo, religioso e civile della Chiesa italiana, che non sottovaluta i rigurgiti di odio e razzismo, per chiunque». Poi si sofferma in maniera specifica sulla guerra a Gaza: «Il brutale attacco terroristico di Hamas il 7 ottobre scorso ha dolorosamente e vilmente colpito Israele con tanti morti innocenti e il seguito dei rapiti nelle mani dei terroristi, sulla cui sorte trepidiamo e chiediamo siano restituiti alle loro famiglie», sottolinea Zuppi ricordando poi la reazione militare d'Israele contro Hamas sulla striscia di Gaza: «Questa a sua volta ha causato al popolo palestinese, in gran parte profughi, migliaia di vittime innocenti, molti dei quali bambini. Le lacrime sono tutte uguali. Ogni uomo ucciso significa perdere il mondo intero», e «l'odio non deve mai giustificare la violenza contro gli innocenti».

Il cardinale e arcivescovo di Bologna tocca il tema dei cambiamenti climatici dopo l’Esortazione apostolica Laudate Deum di papa Francesco che ha annunciato che sarà presente dal 1 al 3 dicembre alla prossima Conferenza delle parti dell’Onu a Dubai: «Se dobbiamo imparare a rendere la nostra casa comune davvero la casa dei “Fratelli tutti”, dobbiamo anche difenderla dalla distruzione ambientale che renderebbe impossibile la vita», dice, «la Conferenza delle Parti di Dubai (COP 28) è alle porte e può rappresentare un punto di svolta fondamentale - prosegue -. In gioco è il futuro dei nostri figli e dei nostri territori. Le questioni ambientali stanno mettendo in difficoltà diversi territori nel nostro Paese». Zuppi ricorda che «la Laudate Deum di Papa Francesco denuncia gli attuali ritardi nell'affrontare i cambiamenti climatici. Nel 2023 nella nostra Italia si sono registrati siccità e fenomeni alluvionali così gravi da non poter essere più rubricati come eventi eccezionali. Romagna, Brianza e nord della Toscana hanno conosciuto disastri alluvionali senza precedenti».

Per il presidente della Cei, «è tempo di avanzare proposte concrete, perché vi siano comportamenti adeguati a questi cambiamenti climatici e non si espongano i poveri e le future generazioni a enormi tragedie. Papa Francesco ha suonato la sveglia: la sua presenza a Dubai è accompagnata da tutto il nostro sostegno, perché le istituzioni internazionali si assumano le loro responsabilità con decisioni coraggiose». Zuppi affronta anche il caso della piccola Indi Gregory: «Pensare alla vita significa pensare soprattutto ai più indifesi. A questo proposito, esprimiamo vicinanza alla famiglia della piccola Indi, facendoci prossimi al dolore dei genitori. Ci uniamo alla preghiera di Papa Francesco per la piccola e per tutti i bambini che vivono situazioni di sofferenza».

Zuppi si è soffermato poi sui sacerdoti italiani, oggetto di uno dei temi principali dell’Assemblea straordinaria di Assisii: la “Ratio” dei Seminari, cioè la formazione dei futuri preti. «I preti italiani, nel complesso, hanno mostrato una dedizione di fronte ai cambiamenti e alle nuove sfide: hanno saputo uscire dalle istituzioni, come ci ha chiesto Papa Francesco, ma anche prendersene cura con i mutamenti necessari», spiega, «il diminuito numero dei preti può indurre a pensare in maniera pessimistica che il prete sia una figura del passato. Non è così! La figura e il ministero del prete sono decisivi nella Chiesa di oggi e nella Chiesa del futuro», la tesi di Zuppi, «il popolo cristiano lo sa e ci tiene ai suoi preti e li cerca, come constato tante volte. Il prete è l’uomo del futuro, ispirato dal Vangelo e dal modello di Gesù: vive per gli altri, per la sua comunità, per i poveri, ma anche per coloro che sono lontani ed estranei al suo ambiente. In una Chiesa-comunione che sa promuovere tutte le vocazioni, presiedere non significa comandare», il riferimento alla sinodalità: «Il prete è decisivo in una Chiesa di popolo, che parli alla gente del Vangelo di Gesù e che sia fermento nella storia del nostro Paese. C’è santità tra i preti italiani», l’omaggio di Zuppi, che ha citato i «martiri recenti nel clero italiano la cui santità è riconosciuta, come don Pino Puglisi o don Giovanni Fornasini, ucciso nel 1944, nella mia diocesi, dai nazisti. La Chiesa italiana ha grandi santi il cui esempio possono aiutarla a vivere la fede con umiltà, disinteresse e letizia, da Francesco d’Assisi a Filippo Neri», come ha ricordato il Papa: «Ma pensiamo anche alla semplicità di personaggi inventati come don Camillo che fa coppia con Peppone. Mi colpisce come nelle storie di Guareschi la preghiera di un buon parroco si unisca alla evidente vicinanza con la gente. Di sé don Camillo diceva: “Sono un povero prete di campagna che conosce i suoi parrocchiani uno per uno, li ama, che ne sa i dolori e le gioie, che soffre e sa ridere con loro”. Ecco perché la Chiesa tutta sceglie di vivere un umanesimo cristiano popolare, umile, generoso, lieto».

Infine, Zuppi si è soffermato sugli abusi e la tutela dei minori che, dice, «resta una delle nostre preoccupazioni principali. Per attuare le cinque linee di azione emerse dalla scorsa Assemblea generale (23-27 maggio 2022) è stata potenziata la rete dei referenti diocesani e implementata la costituzione dei Centri di ascolto, che ormai coprono l’intero territorio nazionale», ha reso noto Zuppi: «La seconda Rilevazione sulle attività di tutela dei minori degli adulti vulnerabili nelle Diocesi italiane, che verrà consegnata in questi giorni, conferma l’impegno continuo delle nostre Chiese nel consolidare ambienti più sicuri per i minori attraverso la formazione degli operatori pastorali. Nelle équipe che affiancano i Servizi e i Centri di ascolto sono diverse centinaia gli uomini e le donne che impegnano la loro passione per la Chiesa e le loro competenze professionali in questo delicato servizio», la fotografia scattata dal presidente della Cei a proposito di uno dei temi portanti dell’assise umbra. «Nei prossimi giorni – ha annunciato – si terrà a Roma il Primo incontro nazionale dei referenti territoriali dei Servizi, che si concluderà sabato 18 novembre con la Celebrazione della Santa Messa, la preghiera in San Pietro e l’Udienza con il Santo Padre in occasione della III Giornata Nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi. Sentiamo sempre come prioritaria l’accoglienza delle vittime, consapevoli che solo l’ascolto vero del dolore delle persone che hanno sofferto questo crimine ci apre alla solidarietà e ci interpella a fare tutto il possibile perché l’abuso non si ripeta», ha ribadito il cardinale, secondo il quale «questa è l’unica via per passare dal sapere qualcosa sull’abuso sessuale al sentire, patire, conoscere e cercare di comprendere ciò che è realmente accaduto nella vita di una vittima, così da sentirci interpellati a un rinnovamento personale e comunitario».

Dopo la relazione introduttiva di Zuppi, i lavori proseguono fino a giovedì. I vescovi saranno chiamati ad esaminare e approvare il documento che coniuga l'adeguamento alla Ratio Fundamentalis con i contributi dei Presuli e dei formatori, offrendo orientamenti comuni e indicazioni condivise perché ogni singola Conferenza Episcopale Regionale possa costruire il progetto formativo dei propri Seminari. All'ordine del giorno anche l'elezione del Presidente della Commissione Episcopale per l'evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese e alcune comunicazioni riguardanti il Cammino sinodale delle Chiese in Italia, la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici in Italia in programma a Trieste, la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. «La scelta di Assisi quale sede dell'Assemblea Generale Straordinaria assume un significato ancora più forte in questo momento storico, segnato da violenze e guerre», spiega la Cei in una nota, «i vescovi si ritroveranno sulla tomba di San Francesco, Patrono d'Italia, per invocare il dono della pace per il mondo intero», sottolinea Vincenzo Corrado, direttore dell'Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. Nel pomeriggio di mercoledì 15, alle 17.45, i Presuli reciteranno il Vespro nella Basilica di Santa Chiara e al termine, in processione, si recheranno alla Basilica Inferiore per la celebrazione della Messa e la preghiera sulla tomba del Santo. Giovedì 16, alle ore 12.30, presso la Domus Pacis il cardinale Zuppi presenterà in conferenza stampa il comunicato finale.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo