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giovedì 01 dicembre 2022
 
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Zuppi: «Integrazione e immigrazione fanno un tutt'uno»

06/07/2022  Così il segretario della Cei intervenendo alla presentazione di Mario Marazziti "Porte aperte". Anche per il ministro degli Interni Luciana Lamorgese i corridoi umanitari sono la soluzione più giusta

«Immigrazione, Integrazione, futuro senza virgole, un tutt’uno perché senza le prime due non c’è proprio futuro». Lo dice chiaro il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi spiegando il titolo del dibattito a palazzo Borromeo,sede all’ambasciata italiana presso la Santa Sede dov’è stato presentato il libro di Mario Marazziti Porte aperte. Viaggio nell’Italia che  non ha paura. «Molti», ha proseguito Zuppi, «pensano che questa sia una posizione ideologica, ma la Chiesa non è dalla parte di nessuno se non di quelli che nel Vangelo Nostro Signore chiama i nostri fratelli più piccoli. Per il credente non c’è alternativa all’accoglienza». Ma il cardinale ha ricordato poi come «già papa Benedetto XVI ricordó 11 anni fa che senza il riconoscimento dei diritti e quindi della cittadinanza si rischia di restare chiusi per sempre nel semplice assistenzialismo».

Zuppi ha infine elogiato la prassi consolidata dei corridoi umanitari, scenario delle storie raccolte da Marazziti e ha sottolineato come la «paura amplificata provoca solo conseguenze negative per tutti». Pienamente d’accordo il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che ha espresso massima soddisfazione per l’intesa europea sul Mediterraneo. «Non era così scontato far vincere le perplessità ora tutti gli Stati sono concordi sul principio di solidarietà e nel non lasciare soli quelli di frontiera aderendo a una piattaforma che ottimizza le offerte per ricollocare gli stranieri in fuga. Già 18 Paesi vi hanno aderito». Alla Lamorgese è andato il pubblico elogio del presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo perché «con il ministro e il presidente del Consiglio Draghi si è rinforzato il principio che l’integrazione necessiti di una regia pubblica, ho sentito da certi politici ancora parole che non avrei voluto sentire sullo ius scholae». Impagliazzo ha anche ricordato della definizione coniata da Andrea Riccardi quand’era ministro “modello latino” d’integrazione riferito a un Paese come l’Italia dove i 6 milioni stranieri presenti vengono da 194 nazioni diverse. «Un modello che rinchiude il passato di Roma antica ma anche la pietas cristiana senza tempo». Tra i relatori anche Daniele Garrone, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Paolo Lambruschi giornalista di Avvenire e l’autore del volume che ha ispirato l’interessante tavola rotonda moderata dalla giornalista Rai Elisa Anzaldo. A fare gli onori di casa l’ambasciatore Francesco Di Nitto.  

 
 
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