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giovedì 19 settembre 2024
 
 

Zuppi: "Il terzo settore sia interlocutore per le istituzioni presenti e future"

21/08/2022  Il Presidente della CEI interviene al Meeting di Rimini. L'auspicio che la politica non sia solo piccolo interesse o convenienza.

Il Presidente della CEI, Matteo Zuppi, è il protagonista della seconda giornata del Meeting di Rimini. In mattinata celebra la Messa, visita la mostra dedicata a don Luigi Giussani, incontra brevemente i giornalisti e infine per un’ora dibatte con Bernard Scholz, presidente della Fondazione del Meeting, sul tema che ispira l’edizione 2022 dell’evento riminese: una passione per l’uomo.

Parlando con la stampa, Zuppi elenca una serie di preoccupazioni: “per l’educazione, per il lavoro, per la pace, per la famiglia, per il Terzo Settore”. Il Terzo Settore, ha poi precisato l’arcivescovo di Bologna, “interessa tanto la Chiesa perché è il frutto dI tanta  passione per l’umano che interpreta tante sofferenze e tanti desideri. Per questo è un interlocutore, importante e decisivo per le Istituzioni presenti e future. Zuppi auspica che la politica non sia convenienza o piccolo interesse, ma ‘amore politico’”, “una grande indicazione per tutti pensando anche al nostro immediato futuro”. Il riferimento è alle elezioni politiche del 25 settembre.

“Questi sono giorni di riflessione appassionata”, aggiunge, “e qui al Meeting assistiamo a un grande confronto che abbraccia situazioni, temi, rappresentanti diversi: questa è una grande ricchezza, espressione di quella passione per l’umano che ha la Chiesa”.

Parlando del tema del Meeting davanti a una folla attenta, Zuppi ricorda che tutta la vita di don Luigi Giussani “ha trasmesso questa passione per l’uomo”.

“Molte paure”, spiega, “nascono da un io isolato, dalla passione dell’individualismo, invece la passione per l’uomo mi fa trovare me stesso perché incontro gli altri, la passione per l’uomo apre l’indiviDualismo nell’incontro con il prossimo, per un incontro creativo. Il nostro io guarisce incontrando l’altro”.

Il Presidente della CEI mette in guardia contro il rischio del nazionalismo, che definisce “un grande io che difende tanti io isolati”. “L’individualismo che sembrerebbe darci forza, farci essere noi stessi, affermare noi stessi, in realtà ci rende deboli, pieni di paure, rende l’altro un avversario, un concorrente, qualcuno che non capisco, di cui non capisco neanche la domanda per cui cerco di difendermi e proteggermi”.

 
 
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