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martedì 04 agosto 2020
 
TeleMondiali Aggiornamenti rss Marco Deriu
Giornalista e docente di Teoria e tecnica dei media all'Università Cattolica

Guarda, Mario sorride...

Sarà stata la lunga attesa, saranno state le incerte prestazioni della vigilia, sarà stato l’orario notturno, sarà stato l’incontro con una fra le nazionali più blasonate, sarà stato semplicemente che si trattava dell’esordio… Fatto sta che il teleracconto di Italia-Inghilterra, prima partita degli azzurri ai Mondiali in Brasile, è stato vissuto e celebrato come se si trattasse della finale. E la vittoria per 2-1 dei “nostri” ha contribuito alla collettiva esaltazione in modo decisivo.

Televisivamente parlando, la regia e la telecronaca hanno insistito molto sui primi piani dei protagonisti annunciati e sulle reazioni più o meno composte del pubblico allo stadio, in studio e nelle piazze in cui erano stati allestiti megaschermi per la visione collettiva. A Roma, per esempio, pare che in piazza Madonna di Loreto fossero almeno 15 mila gli esultanti tifosi.
Al di là della soddisfazione per il risultato e del confortante approccio che i giovani di Prandelli hanno riservato alla partita contro gli apparentemente più solidi inglesi, alcuni flash ci resteranno nella memoria non soltanto per l’altissima definizione delle immagini e la sarabanda di punti di vista in diretta e in replay che la regia sa offrire, ma anche per qualche "dejà-vu". Per esempio, la corsa di Marchisio dopo il primo gol, molto simile a quella ormai celeberrima di Tardelli dopo il gol nella indimenticabile finale del 1982 in Spagna.

Con tutte quelle telecamere in campo e fuori, potevano le immagini limitarsi a mostrare le azioni di gioco e le prodezze degli atleti sul terreno di gioco? Non di certo. Infatti la regia ha lungamente spaziato sugli spalti, sulle gesta degli allenatori e delle panchine in genere, sui primi piani in slow motion, sui gesti da fotografia come la mimica del “zitti tutti” di Mario Balotelli. Il quale – meno male – ha accompagnato il gesto con un sorriso e nel corso del match ha pure trovato il guizzo per mandare un bacio in tribuna che riabilita la sua immagine di talento indisciplinato sul campo e fuori.
Il risultato positivo è stato corroborato dallo spettacolo, che effettivamente c’è stato grazie alle parate di Sirigu – dopo la prestazione del debutto sarà difficile chiamarlo ancora “il sostituto di Buffon” – e alle modalità con cui sono arrivate le due reti italiane: un preciso tiro da lontano e un plastico colpo di testa.

Se la punizione di Pirlo del possibile 3-1 non si fosse stampata sulla traversa, probabilmente "la maledetta" (così i giornalisti sportivi chiamano così il tiro speciale del centrocampista juventino) sarebbe stata la degna ciliegina, televisiva e non solo, di un match alla vigilia tanto temuto rivelatosi poi liberatorio. L’abbraccio collettivo dopo il primo gol e a fine partita è quello che molti italiani si augurano di rivedere spesso durante questi Mondiali. Magari ripreso anche dalle inquadrature dall’alto delle telecamere volanti, capaci di renderlo ancora più emozionante.


15 giugno 2014

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