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domenica 05 luglio 2020
 

Il sogno mancato di Paolo Enrique

Piquia' de Baixo. Sullo sfondo, il treno della multinazionale brasiliana Vale che trasporta il ferro.
Piquia' de Baixo. Sullo sfondo, il treno della multinazionale brasiliana Vale che trasporta il ferro.

Proprio in questi giorni di Coppa del Mondo Paolo Enrique ha abbandonato il sogno di diventare un giocatore di calcio. A quasi sedici anni di età ha deciso che Neymar e compagnia sono troppo lontani dalla sua Açailândia, la città in cui è sempre vissuto. E così si è messo alla ricerca di un corso di formazione che gli possa insegnare un lavoro con cui campare. Da queste parti le scuole di saldatore e di meccanica industriale sono quelle che vanno per la maggiore. Già, perché lavorare il ferro - e respirarlo - è diventato il vero (e triste) sport nazionale di questo angolo del Brasile. Il quartiere di Piquiá dove vive Paolo Enrique, infatti, è stato messo sottosopra dall’arrivo delle siderurgiche quasi una trentina di anni fa. E da allora nulla è più stato lo stesso.
Quattordici altoforni ci hanno dato dentro in tutto questo tempo sputando veleni che hanno ucciso persone, intossicato l’aria, inquinato il terreno. Tanto che nel giro di 15 mesi la rete Sui binari della giustizia ( http://piquiadebaixo.justicanostrilhos.org/Italiano) calcola che nella sola area di Piquiá de Baixo, poco più di mille abitanti in tutto, siano morte cinque persone per malattie causate o peggiorate per colpa dell’inquinamento.

Anche l’ambiente ha cambiato faccia: la foresta ha fatto spazio a piantagioni di eucalipto, una pianta che cresce tanto in fretta che dopo appena sei anni può già finire nelle carbonaie per produrre quel carbone indispensabile alle siderurgiche. Insomma, un modello di sviluppo tanto perverso che continua a fare vittime. E così per Paolo Enrique, immerso com’è in questa nube tossica onnipresente, è diventato troppo complicato continuare a sforzarsi di vedere il giallo e verde della seleção. Adesso immagina per sé un futuro di saldatore o qualcosa del genere. Qualcuno pensa che sia tornato con i piedi per terra. Ma per la mamma, Louciene, gli hanno rubato un sogno.
Per ulteriori approfondimenti, http://www.eticanews.it/2014/04/laria-tossica-nei-polmoni-dacciaio/


16 giugno 2014

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