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17 Novembre 2013 – I° domenica di Avvento, “La venuta del Signore” – Anno A

Lettura del Vangelo secondo Matteo (24,1-31)

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Egli disse loro: «Non vedete tutte queste cose? In verità io vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sarà distrutta». Al monte degli Ulivi poi, sedutosi, i discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Di’ a noi quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo». Gesù rispose loro: «Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno. E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: ma tutto questo è solo l’ inizio dei dolori. Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’ iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine. Quando dunque vedrete presente nel luogo santo l’abominio della devastazione, di cui parlò il profeta Daniele – chi legge, comprenda –, allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il suo mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano! Pregate che la vostra fuga non accada d’ inverno o di sabato. Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall’ inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati. Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ ho predetto. Se dunque vi diranno: “Ecco, è nel deserto”, non andateci; “Ecco, è in casa”, non credeteci. Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sia il cadavere, lì si raduneranno gli avvoltoi. Subito dopo la tribolazione di quei giorni, “ il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte”. Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli».

Dalla Parola alla vita

Oggi per noi ambrosiani inizia l’Avvento, sei settimane per prepararci ad accogliere Gesù, Dio che si fa uomo per noi a Betlemme.
Da questo lungo Vangelo raccolgo tre insegnamenti.

1) Gesù chiede ai discepoli di non farsi ingannare: «Verranno – scrive Matteo – molti che diranno di essere i veri inviati di Dio (questo significa “Cristo”)». Saranno così abili, parleranno così bene che molti crederanno in loro. In questi duemila anni c’è sempre stato e sempre ci sarà qualcuno che dirà di annunciare la “verità vera”. Penso ai santoni e ai predicatori, che riempiono gli stadi e invadono i canali televisivi, promettendo salvezza a buon mercato. Ci sono anche gli “esperti”, che conoscono il futuro, perché loro “se ne intendono”: sulla base dei loro studi e dei loro sondaggi prevedono il trend, le opinioni, l’orientamento del mercato e della società. Sono gli scientisti (non possiamo dire scienziati), convinti che tutto sia regolato dalle “leggi”, quelle del mercato o quelle della biologia.

Per loro tutto è prevedibile, calcolabile e calcolato, perché l’essere umano è come una macchina, un robot, un animale, mentre dimenticano che nell’uomo c’è un mistero: la libertà, che spiazza sempre ogni calcolo, ogni previsione, nel bene e nel male. C’erano anche al tempo di Gesù: guerre e carestie e terremoti erano per loro il segnale sicuro che la fine del mondo era vicina. Ci sono anche oggi. Sono normalmente pessimisti, dicono che «così non si può andare avanti!»; «fra poco vedrete dove andremo a finire!».
Questi rassegnati si lasciano andare facilmente ai piccoli e grandi vizi: «Meglio divertirsi finché c’è tempo!». Questi scientisti hanno due idoli: la Scienza e il Progresso. Per loro la Scienza non sbaglia mai, anche quando produce armi batteriologiche o gas nervini, perché «non si può arrestare il Progresso», anche quando milioni di uomini muoiono di fame.

2) Quale sarà allora il vero segno? Sarà duplice. Gesù parla di solitudine, di abbandono, di fuga.
Sembra preparare i suoi discepoli a quello che succederà la notte dell’Orto degli ulivi, quando tutti fuggiranno, ma sembra anche prepararli a quello che accadrà loro. Matteo scrive quando ci sono già state le prime persecuzioni, i cristiani sono stati denunciati dai loro stessi parenti e sono “odiati” per la loro fede in Gesù. Anche questa è una pagina attuale, soprattutto oggi: quanti cristiani in carcere come Asia Bibi, quanti uccisi in India, quante chiese distrutte in Africa; quanti credenti derisi in questo nostro Occidente, opulento e annoiato, pur nel pieno di una crisi economica!
Eppure il Vangelo si diffonderà in tutto il mondo! Guerre e terremoti, persecuzioni e menzogne non riusciranno a fermarlo! Nessuno potrà impedire a Dio di amare l’uomo che lui stesso ha creato!

3)
Ecco perché è importante la perseveranza, il fidarci di Gesù senza tentennamenti.
Come Annalena Tonelli, uccisa dieci anni fa da alcuni fanatici: «La vita è sperare sempre, è credere che dio c’è e che è un Dio d’amore. la vita ha senso solo se si ama. Nulla ha senso al di fuori dell’amore».


14 novembre 2013

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