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2 giugno 2011 – Ascensione del Signore

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1. La solennità dell’Ascensione

Celebra il compimento della Pasqua con il ritorno del Signore vittorioso al Padre dal quale “era venuto” per la nostra salvezza. La recente riforma del Calendario liturgico della nostra Chiesa ambrosiana (2008) ha sapientemente riportato questa grande solennità nel “quarantesimo giorno” della letizia pasquale, segnata dalla gioia della presenza del Risorto tra i suoi ai quali promette, una volta tornato al Padre, di mandare lo Spirito Santo per tener viva la sua Parola e l’efficacia della sua Pasqua fino alla consumazione dei tempi. L’importanza dell’odierna solennità nella nostra tradizione liturgica è riscontrabile nella proposta di una speciale Lettura vigiliare per la Messa vespertina che inaugura la solennità e nei due formulari completi per questa Messa e per la Messa “nel giorno”.


1. Messa della Vigilia

Presentiamo le letture bibliche e il formulario liturgico.

Le letture bibliche
Sono caratterizzate dalla Lettura vigiliare presa dagli Atti degli Apostoli 1,1-11 . Essa riporta l’“insegnamento” del Signore risorto impartito ai suoi, ai quali «si mostrò vivo... durante quaranta giorni», e riguardante “il regno di Dio” da lui inaugurato con la sua Pasqua e che la Chiesa grazie alla “forza dello Spirito Santo”, dovrà annunciare ed estendere “fino ai confini della terra”. Il brano si conclude con il racconto dell’ascensione e dell’annunzio ai discepoli di “due uomini in bianche vesti” che annunciano il ritorno del Signore dal cielo nel giorno della Parusia, alla fine dei tempi. L’Epistola e il Vangelo sono quelli della Messa “nel giorno”.

Il formulario della Messa
Proponiamo l’orazione All’inizio dell’Assemblea Liturgica e il Prefazio che rende grazie a Dio perché nell’ascensione il suo Figlio porta “a compimento il tuo disegno di grazia”.

All'inizio dell’Assemblea Liturgica
«Concedi a noi, Padre onnipotente, di tendere con tutte le nostre forze alle altezze del cielo, dove il tuo Figlio oggi è entrato glorioso, e donaci di pervenire con l’integrità della vita là dove si dirige il cammino della fede».

Prefazio
«È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti, o Padre, sempre e specialmente in questo giorno, in cui Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, portò a compimento il tuo disegno di grazia. Così fu vinto e umiliato il demonio, e fu restituito al genere umano lo splendore dei doni divini».


2. Messa “nel giorno”

Presenta un proprio ordinamento delle Letture bibliche e un proprio formulario liturgico.

Le letture bibliche

La Lettura
:
Atti degli Apostoli 1,6-13a completa ciò che è stato letto nella Lettura vigiliare, dicendo che gli apostoli, testimoni dell’elevazione “in alto” del loro maestro e Signore, una volta tornati a Gerusalemme, «salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi». Si tratta di un particolare di grande importanza perché il loro essere riuniti insieme è immagine della Chiesa, quella del Signore, sulla quale egli ha promesso di far scendere “la forza dello Spirito Santo” che la abilita a “dare testimonianza” a Gesù ovunque e fino al suo ritorno “glorioso” dal cielo.

L’Epistola:
Efesini 4,7-13 sottolinea come il Signore «asceso in alto ha portato con sé prigionieri» ossia l’intera umanità schiava del peccato, di satana, della morte, e da lui liberata nel mistero della sua Pasqua. Contemporaneamente egli ha distribuito doni agli uomini mediante, s’intende, il “dono” dello Spirito Santo.


Il Vangelo, infine, è preso da Luca 24,36b-53:

In quel tempo. 36BIl Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma . 38Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. 44Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni. 49Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». 50Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. 51Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su in cielo. 52Ed essi di prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia 53e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Il brano segue immediatamente quello dei due discepoli di Emmaus. Esso appare diviso in tre parti: nella prima (vv. 36-43) viene narrata l’apparizione del Signore agli Undici e ai discepoli radunati insieme, nella quale si dà a conoscere nella verità di Crocifisso/Risorto, il Vivente.

Nella seconda parte (vv. 44-49) come già con i discepoli di Emmaus, Gesù «aprì loro la mente per comprendere le Scritture» che concordano nell’annunziare come il Cristo, ossia il Messia, «patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno», secondo l’ineffabile disegno di Dio di universale salvezza.

Nei versetti finali (50-53) l’evangelista riferisce l’evento glorioso dell’Ascensione del Signore che produce nel cuore dei discepoli “grande gioia” e la lode a Dio.


Il formulario della Messa
Riportiamo soltanto l’orazione A Conclusione della Liturgia della Parola e il Prefazio che condividiamo con la tradizione liturgica romana.

A Conclusione della Liturgia della Parola
«Guarda, o Padre, a quale dignità è stato oggi elevato l’uomo che tu creasti; continua a purificarci con la tua grazia e a renderci ogni giorno più degni del mistero del tuo amore infinito».

Prefazio
«È veramente cosa buona e giusta che tutte le creature si uniscano nella tua lode, o Dio di infinita potenza. Gesù tuo Figlio, re dell’universo, vincitore del peccato e della morte, oggi è salito al di sopra dei cieli tra il coro festoso degli angeli. Mediatore tra Dio e gli uomini, giudice del mondo e Signore dell’universo, non ci ha abbandonato nella povertà della nostra condizione umana, ma ci ha preceduto nella dimora eterna per darci la sicura speranza che dove è lui, capo e primogenito, saremo anche noi sue membra, uniti nella stessa gloria».


01 giugno 2011

 
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