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29 dicembre 2013 – Domenica nell’Ottava del Natale del Signore

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1,1-14)

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’ hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

 

Dalla Parola alla vita

Oggi sostiamo davanti a uno dei più antichi inni del cristianesimo, che Giovanni volle porre come Prologo del suo Vangelo.

In esso cogliamo il “tesoro” per cui vissero e morirono i nostri primi fratelli; la “perla preziosa”, per cui lasciarono tutto e diedero inizio alla più radicale e duratura rivoluzione della storia degli uomini, come scrisse Natalia Ginzburg: «La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo». «In principio» richiama esplicitamente la prima parola della Bibbia: «In principio Dio creò il cielo e la terra» (Genesi 1,1). È qualcosa di grande: all’inizio di tutto, al momento del famoso (e ipotetico) Big Bang c’era la parola di Dio, che non è una “cosa”, ma una “persona”: il Verbo (che significa: Parola) di Dio, Dio stesso che si è fatto uomo, Gesù! In principio c’era lui, Gesù, il Figlio di Dio, Dio vero.

Quell’inizio di miliardi di anni fa (quanti ne ipotizzano gli scienziati) era veramente solo un inizio, che finalmente si è compiuto poco più di duemila anni fa, quando nacque Gesù!

Tutto ha avuto inizio quando Dio ha cominciato a creare non con le sue parole, ma con la sua Parola, con Gesù. È lui la Parola con cui Dio ha creato il cielo e la terra, il sole e la luna, i mari e le montagne, le piante e gli animali e, al vertice, l’essere umano, che gli è simile, perché vi ha soffiato dentro il suo Spirito!

Allora il principio della creazione non è quando Dio ha creato il cielo e la terra, ma quando Dio si è svelato; quando Dio si è “fatto carne”, quando “è venuto tra noi”, per essere luce che splende nelle tenebre, luce che vince la notte; luce che illumina e dà senso alla vita.

Allora l’inizio della creazione si è appena concluso poco più di duemila anni fa! Tutti i miliardi di anni trascorsi erano solo una preparazione: il compimento della creazione è avvenuto a Betlemme, quando gli angeli hanno cantato «Gloria a Dio e pace agli uomini», perché dal grembo santo di Maria era nato il Salvatore, Cristo Signore.

In questo «In principio» c’è tutta una lettura della storia dell’uomo: siamo appena gli inizi; il mondo non si avvia alla fine – come pensavano gli antichi – ma è appena al principio. L’umanità è appena agli inizi e la attendono ancora innumerevoli secoli.

Come viverli? È la seconda strofa di quest’antichissimo canto di gioia e di fede: «In lui era (ed è) la vita». Gesù è la vita! Gesù è vita! Vita che splende come luce e vince le tenebre dell’odio e dell’egoismo, della tristezza e dello scoraggiamento, della depressione e del pessimismo, del dolore e della morte.

 


27 dicembre 2013

 
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