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5 gennaio 2014 – Domenica dopo l’Ottava del Natale

Lettura del Vangelo secondo Luca (4,14-22)

In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

 

Dalla Parola alla vita

Il brano di Vangelo di questa domenica mi suggerisce alcune riflessioni che desidero condividervi fraternamente.

1. Gesù ha trascorso quaranta giorni nel deserto; ha sconfitto le insinuanti tentazioni del diavolo e ora è pronto per iniziare la sua missione. La sua prima meta è Nazaret, «dove era vissuto». Gesù inizia dai suoi parenti e vicini. Vale anche per noi: il primo luogo della nostra testimonianza cristiana è la famiglia di cui siamo membra, la parrocchia cui apparteniamo, il luogo di lavoro o di studio, ove trascorriamo le nostre giornate.

2. «Secondo il suo solito». Annotazione preziosa: Gesù era fedele alla liturgia del suo popolo. Vale anche per noi: il vero credente non è uno che va in chiesa «quando ho voglia», «quando me la sento». La fede sincera passa per la fedeltà quotidiana, per l’armonia regolare del tempo, della settimana: quando vuoi bene a qualcuno, non vai da lui se hai voglia, ma perché desideri stare con lui, desideri vederlo, ne desideri la presenza. È così per noi? Gesù ci parla sempre nella Scrittura; nella Messa si rende presente tra noi e vi rimane nel Tabernacolo! Dovremmo sempre andare a Messa. Non per obbligo ma per desiderio.

3. Gesù «cerca sino a che non lo trova» il passo di Isaia, perché vuole leggere e spiegare proprio quello. Vuol dire che è venuto a realizzare finalmente la promessa fatta da Dio attraverso il profeta Isaia: il suo desiderio è di riempire di gioia e di felicità l’essere umano, di liberarlo da tutto ciò che lo fa soffrire, compresa la morte; di sconfiggere ogni ingiustizia e oppressione che fa soffrire l’uomo e genera dolore, odio, guerra. Cosa provava un prigioniero, quando era liberato dal carcere? Cosa prova un cieco, quando passa dal buio totale a vedere l’azzurro del cielo? Cosa provano gli oppressi dai dittatori di sempre? Allora erano i re crudeli, oggi sono i poteri finanziari, che nel cinico nome del “Dio del profitto” affamano miliardi di esseri umani o ne minano la salute con un sempre più devastante inquinamento o terrorizzano, evocando sempre più insistenti scenari di guerra. Per quattro volte Gesù parla di gioia: gioia per i poveri e per i prigionieri, per i ciechi e gli oppressi!

4. Per questo Dio si è fatto uomo in Gesù e, da allora, da quella sinagoga di Nazaret, questo sogno divino si è realizzato: Gesù è venuto a portare nel mondo la gioia di Dio. Da allora noi siamo chiamati a credere nella gioia, a vivere nella gioia, perché così Dio ci desidera: «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia» (Papa Francesco, Evangelii gaudium n. 1).

5. Che sia vero questo sogno di Dio, il suo desiderio di gioia per l’uomo, lo conferma la correzione che Gesù fa alle parole di Isaia. Isaia diceva che il Messia sarebbe venuto «a promulgare l’anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio». Gesù non cita queste ultime parole, che potevano e possono creare confusione. La vendetta di Dio è un amore ancora più forte per noi!


03 gennaio 2014

 
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