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lunedì 27 giugno 2022
 

A chi serve la guerra tra i poveri?

Voglio tornare sul tema dei rom. La corruzione nazionale mi fa schifo, ma ciò non è un buon motivo per giustificare i loro furti. Non è vero che si contentano di un semplice portafoglio o di un po’ di cibo nei supermercati. Direbbe la stessa cosa se il portafoglio rubato fosse il suo, caro don Antonio? O se lì ci fossero i soldi per vivere tutto il mese? E perché non si mette nei panni dei commercianti che subiscono questa “spesa proletaria”? Lei dice che bisogna integrarli dando loro un lavoro, una casa e la scuola per i figli. Ma quanti italiani hanno le stesse opportunità? Eppure, non vanno a rubare, né schiavizzano i bambini costringendoli a chiedere l’elemosina. È giusto non colpevolizzare un’intera etnia, perché tra loro ci sono onesti e disonesti, ma non si può giustificare tutto.
UNA INSEGNANTE

Chi delinque va punito, chiunque esso sia. E non ci sono “zone franche” dalla legge o dove non hanno accesso le forze di polizia. Così come tutti hanno diritto al lavoro, alla casa e a una buona scuola. Contrapporre i poveri tra loro serve solo ad aizzare gli animi. Offre armi improprie all’ignobile propaganda di politici irresponsabili. Quanto al portafoglio, sì, una volta mi è stato rubato. Non è stato un rom, ma un giovane in giacca e cravatta.


07 maggio 2015

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