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giovedì 30 maggio 2024
 

Quegli abiti discinti in luoghi sacri

Caro don Stefano, sono un nonno di età avanzata. Seguo giornalmente il Rosario di Lourdes: vedere da qualche settimana una vera e propria “sfilata” sotto la Grotta, alle spalle dei sacerdoti mentre questi recitano il Santo Rosario, è particolarmente fastidioso e distrae chi prega devotamente. Si passa, infatti, chi indossando una minigonna, chi con scolli oltre la decenza, chi addirittura con le spalle nude per mostrare i tatuaggi, non facilita la concentrazione e la preghiera. Anch’io sono stato giovane. Il parroco, mezz’ora prima dell’inizio della Santa Messa, si metteva in fondo alla chiesa per accogliere i fedeli e, se qualcuno si presentava con la manica al di sopra del gomito, non lo faceva entrare. Ora, purtroppo, è ammesso tutto… Come sono cambiati i tempi!

UN NONNO PREOCCUPATO

Caro nonno, è vero, i tempi sono cambiati, la libertà di espressione , anche nel vestire, occupa sempre più spazi a discapito del pudore e del rispetto dei luoghi. Individualismo? Soggettivismo? Menefreghismo? Forse più semplicemente è solo una sensibilità diversa per cui molte persone, senza nemmeno rendersene conto, non adattano il loro modo di vestire al luogo sacro che visitano perché non ne colgono lo “scarto”. Credo che Gesù abbia per noi un buon suggerimento: «Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro» (Marco 7,15). Quasi a dire che nella situazione attuale siamo chiamati ancora di più a concentrarci sull’essenziale, cioè il nostro cuore. Omnia munda mundis.


22 settembre 2023

 
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