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mercoledì 08 dicembre 2021
 

Apophis, l’asteoride che minaccia la Terra

C’è un corpo celeste, l’asteroide Apophis, che nel suo vagabondare attraverso il Sistema Solare minaccia di colpire nel 2036 il nostro Pianeta. Gli astronomi della NASA infatti indicano una probabilità dello 0,00045% che l’impatto abbia luogo, insomma come dire una possibilità su 45 mila: quindi probabilità bassa, ma non trascurabile.

E ora sappiamo con certezza che questo corpo celeste, in caso di collisione, potrebbe davvero sconvolgere il nostro Pianeta, causando tra l’altro una catastrofe climatica globale. Agli inizi di gennaio infatti il telescopio spaziale Herschel della ESA (European Space Agency) ha potuto osservare attentamente l’asteroide Apophis che, nella sua irregolare orbita attorno al Sole, è passato relativamente vicino alla Terra, a una distanza pari a circa un decimo di quella che separa il nostro Pianeta dal Sole (più o meno 14 milioni di km).
Ma cosa ha scoperto l’occhio indiscreto di Herschel? Innanzitutto che l’asteroide è più grande di quanto immaginato: ha infatti un diametro di circa 325 metri e non, come si pensava fino ad ora, di 270 metri, per cui anche la sua massa secondo gli astronomi del Max Planck Institute sarebbe di circa il 75% superiore alle precedenti stime.

Tutto ciò non fa che renderlo ancor più pericoloso: se davvero dovesse colpire la Terra infatti incenerirebbe all’istante (a causa dell’enorme quantità di energia sviluppata nell’impatto) diversi milioni di chilometri quadrati di superficie terrestre, e farebbe sprofondare il resto del Pianeta in un lunghissimo e rigidissimo inverno perenne: le colossali quantità di polvere, cenere e detriti sparate nell’atmosfera infatti avvolgerebbero per molti anni il Pianeta, limitando fortemente la radiazione solare incidente.
Secondo i calcoli degli astronomi Apophis tornerà nuovamente a sfiorare il nostro Pianeta nel 2029, quando ci passerà davvero vicino, ad appena 36000 km di distanza dalla superficie (gli esperti – fatta eccezione per un gruppo di astronomi russi - escludono in tale occasione la possibilità che l’asteroide precipiti sulla superficie terrestre), mentre il passaggio successivo sarà quello assai più rischioso del 2036.


22 gennaio 2013

 
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