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martedì 24 maggio 2022
 

«Armare la pace»? Una tesi assurda

Sono un assiduo lettore e le scrivo perché sono sconcertato dalla decisione dell’attuale maggioranza sull’acquisto degli F-35. In questa grave crisi dove mancano i soldi per il lavoro dei giovani e per le famiglie, non condivido l’atteggiamento del ministro della Difesa e del Governo. Rivolgo un invito al nostro giornale, sempre sensibile a iniziative del genere, per invitare i cittadini a una ferma protesta, chiedendo al Governo di destinare i fondi previsti per l’acquisto degli F-35 per risolvere i problemi urgenti e inderogabili del Paese. Per quanto mi riguarda, non darò mai più il mio voto a partiti che sostengono iniziative molto discutibili.

Fabian F.

Credo sarà rimasto anche lei sorpreso nel vedere la palese soddisfazione con cui il ministro della Difesa ha accolto la decisione, nei fatti, di non bloccare l’acquisto degli F-35. Dispiace già molto vedere un esponente del mondo cattolico, ergersi a difensore di una spesa che non solo è eticamente criticabile, ma in tempi di crisi suona anche come una beffa per famiglie in difficoltà, e per chi ha problemi ad arrivare a fine del mese. Ma, ancor più, mi ha ferito l’incredibile è infelicissima frase con cui ha voluto difendere una scelta indifendibile: «Per amare la pace, armare la pace». Quanto ci siamo allontanati dal Vangelo!

Umberto B - Padova

Quando non si vuole affrontare un problema si adotta la tattica del rinvio, con motivazioni ambigue che possono essere interpretate in modo differente e contrastante. Così è avvenuto per la questione degli F-35, cacciabombardieri di cui nel Paese alle prese con problemi ben più seri e urgenti, non si sente alcun bisogno. Né bastano le accalorate parole del cattolicissimo ministro della Difesa a giusticare una spesa assurda, su cui i Governi di altre nazioni hanno innestato una vigorosa marcia indietro. In più, il ministro se n’è uscito con una penosa espressione, che rischia di segnarlo a vita come, per analogia, è avvenuto per la contestualizzazione della bestemmia. La pace non può, in alcun modo, essere armata. Su questa strada scivolosa si rischia di giustificare anche una politica guerrafondaia. Sugli F-35, ma anche su tutto il sistema di difesa, è necessario aprire un dibattito pubblico, alla luce dei princìpi della Costituzione e della sensibilità pacifica prevalente nel Paese. A maggior ragione in un momento di crisi e scarsità di risorse da destinare alle famiglie e alle fasce più povere della popolazione. Certe spese militari non sono solo una beffa per cittadini allo stremo e alla fame, ma «gridano vendetta al cospetto di Dio». L’invito a “tirare la cinghia”, a rivedere le spese e a fare consistenti risparmi vale per tutti, non c’è settore dello Stato che possa esentarsi. Da politica e istituzioni, purtroppo, vengono solo chiacchiere. Che fine hanno fatto le tante promesse di tagli agli sprechi e alla spesa pubblica? Tutto di là da venire!


04 luglio 2013

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