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Biancofioroni e la festa dell'Unità di De Gasperi

Se c’è qualcosa che ricorda ancora il vecchio Pci nonostante le varie trasformazioni e stratificazioni (Pci, Pds, Ds, Ulivo, Pd) e che ancora profuma, fatte le debite proporzioni storiche, di “sezione”, di vecchi compagni e di militanza romagnola, questa è la festa dell’Unità, in corso in questi giorni a Bologna. La manifestazione sopravvive nonostante la scomparsa del giornale cartaceo fondato da Antonio Gramsci, mentre non è sopravvissuta la Festa dell’Amicizia, dove si svolgevano le analoghe kermesse della Democrazia Cristiana. Ma la politica, come è noto, è l’arte del possibile, e allora, in assenza della Dc (una prece) e della relativa festa, ecco la proposta di dedicare tutto il raduno, salamelle comprese, ad Alcide De Gasperi. Che è un po’ come mettere una bandiera in mezzo all’esercito nemico, o ad apporre la targa con il proprio nome alla porta del vicino se siamo stati sfrattati.

La proposta della Festa dell’Unità “Alcide de Gasperi” (praticamente un ossimoro) arriva non da un trinaricciuto comunista ma dal democristianissimo Giuseppe Fioroni, ex ministro della Pubblica istruzione e anima democristiana e “popolare” del Partito democratico. Un dc che più dc non si può. Talmente democristiano da essere soprannominato “Biancofioroni” (ricordate l'inno? O Bianco Fiore, simbolo d'amore...). La proposta ha sollevato un generale senso di smarrimento tra i post comunisti e i post democristiani. Anche perché De Gasperi, il più fiero e implacabile avversario del Pci, l’ex trentino asburgico certamente più a suo agio tra gli strudel che tra le salamelle, mai e poi mai si sarebbe sognato, un giorno, di finire in una dedica postcomunista. E infatti la cosa ha suscitato la perplessità - per usare un eufemismo -  della figlia Maria Romana ("Che c'entra mio padre con l'Unità?".

Ma ha spiegato Biancofioroni: “Se Renzi trovasse il coraggio di dedicare la Festa dell’Unità al politico democristiano darebbe il segnale di inserirsi con forza nel solco di quell’innovazione di cui De Gasperi è stato esempio. Dopotutto chi come De Gasperi ha fatto ‘cambiare verso’ al nostro Paese, risanandolo economicamente e riportandolo tra i grandi d’Europa?”. E se il coraggio si trovasse, perché non far entrare nel Pantheon delal Festa anche Zaccagnini, Andreotti e don Sturzo? Coraggio compagni, cambiate il solco, oltre che la carbonella.    


29 agosto 2014

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