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lunedì 18 ottobre 2021
 

Bilanci della maturità: scuola è dove nessuno crede in te

"Ho sempre pensato la scuola come un trampolino di lancio, un qualcosa che mi sostenesse e mi desse forza, invece ho capito che ti porta in un altro mondo in cui nessuno crede veramente in te"
"Ho sempre pensato la scuola come un trampolino di lancio, un qualcosa che mi sostenesse e mi desse forza, invece ho capito che ti porta in un altro mondo in cui nessuno crede veramente in te"

Sono una ragazza di 20 anni che vorrebbe condividere questo messaggio sulla Maturità. Ho sempre pensato la scuola come un trampolino di lancio, un qualcosa che mi sostenesse e mi desse forza, invece ho capito che ti porta in un altro mondo in cui nessuno crede veramente in te. Lasciare il Liceo non mi ha fatto male; l’ansia, la perdita di appetito e i pianti, che sono stati utili quanto evitabili, per votazioni di base senza nessuna logica, ma solo per un po’ di simpatia ed estroversione. Non è bello generalizzare, ma mi sembra che i professori non si ricordino più cosa significhi essere studenti e non perseguono l’idea di insegnare e di dare giudizi oggettivi. Ogni anno, durante la maturità, è come se si dimenticassero chi sei, il tuo percorso svolto, tant’è vero che il ragazzo espansivo, mancante di presenze e voglia di studiare viene prediletto. È esasperante, snervante, pensare di aver dato il tuo meglio, invece ti ritrovi con lo stesso voto  sso per tutto il periodo scolastico, sei consapevole del tuo progresso, i compagni ne sono coscienti, ma i professori ti classi cano solo in una determinata media. Studenti che danno l’anima, migliorano e vengono poi “buttati” ed eguagliati a chi non si è mai impegnato per cinque anni. Ma perché sono rese possibili tali ingiustizie? Questo non vale per tutti i professori, anzi auguro a tutti di avere, almeno una volta nella vita, un insegnante che ama talmente il suo lavoro, da essere capace di trasmettere la sua passione senza pregiudizi verso nessuno.

ELISA T. – MISSAGLIA (LECCO)

In effetti, a volte la Maturità sembra più un terno al lotto che una valutazione oggettiva dell’apprendimento. Non sempre si tiene abbastanza conto dell’impegno e del rendimento degli anni precedenti. Anche se, in realtà, negli anni si è cercato in vari modi di porre qualche rimedio. Credo che, in ogni caso, sia importante far tesoro di ciò che veramente conta e di cui tutti i giovani hanno fatto esperienza. Mi riferisco alla formazione umana che si è ricevuta, anche grazie all’impegno nello studio (benché non sempre sia riconosciuto davvero). E in secondo luogo alla passione che qualche insegnante ha saputo trasmettere, come scrivi anche tu, cara Elisa. Grazie a questo bagaglio, che va al di là delle nozioni, sia importante per il resto della vita. D’altra parte, lo studio e la formazione, professionali ma anche umani e spirituali, non si concludono con la Maturità, ma dovrebbero proseguire tutta la vita. Tutti noi, giovani e meno giovani, non dobbiamo smettere di leggere, studiare, approfondire, coltivare interessi, aprire la mente e il cuore alla bellezza e al bene. Ne va della nostra serenità e della nostra stessa umanità.


16 luglio 2021

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