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C'eravamo tanto amati

Vedere Silvio Berlusconi che si separa da Paolo Bonaiuti, detto “il cardinale” per i modi sempre garbati e pacati con cui si porgeva nei confronti di tutti, fa davvero impressione. Eppure è proprio così: l’uomo della comunicazione che per 18 anni è stato un collaboratore fedele, praticamente l’ombra di Silvio Berlusconi, lascia ufficialmente Forza Italia tra voli di stracci e sbattere di piatti. Chi scrive se lo ricorda durante un’intervista al Cavaliere tra  gli stucchi e gli specchi di Arcore. Gli bastava un semplice aggrottare di ciglia per smorzare gli eccessi verbali dell’intervistato o tagliare di netto certi argomenti che non era il caso di affrontare con dei giornalisti (nel nostro caso era la separazione con Montanelli).

Oggi assitiamo all'inevitabile dialogo d'addio. “Mi dispiace Silvio, ma non sei venuto nemmeno in ospedale a trovarmi: “Te ne vai con Alfano? Mi fai questo sgarbo perché ti è stata data una brutta stanza vicino ai bagni? Ti sembra un motivo, dopo tutto quello che ho fatto per te? Ma che roba è, Paolo!”; “Me ne vado perché di questo partito non condivido più gestione, toni, parole d’ordine, modi, linea... E non ci sto a margine per uno strapuntino dopo che, per 18 anni, sono stato accanto a te sempre, in ogni decisione!”; “Non è vero che ti ho fatto fuori. Tu non venivi più alle ultime riunioni, ho pensato che volessi prenderti il tuo tempo, che fossi stanco…”.

Paolo Bonaiuti raggiunge i fratelli separati del Nuovo Centrodestra di Alfano, dove verrà accolto come un profugo ed esposto nel Pantheon dei trofei strappati al nemico. In Forza Italia resta il faccione simpatico e un po' melancolico di Giovanni Toti, uno degli uomini nuovi, nuovo astro cadente di Forza Italia.  


14 aprile 2014

 
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