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domenica 26 giugno 2022
 

Cattolici in disordine sparso

C’era una volta le Democrazia cristiana e tutto era semplice. Bastava raccomandare di mettere la croce sulla croce, o meglio sullo scudo crociato, e il gioco era fatto. Per terrorizzare debitamente l’elettore riluttante c’erano poi slogan che non andavano tanto per il sottile, tipo “Nel segreto dell’urna Dio ti vede, Stalin no!”, senza contare l’eterno, e sempre efficace, “I comunisti mangiano i bambini”.

Adesso invece, adesso che la Balena bianca s’è da tempo spiaggiata e i cattolici in politica sono in libera uscita permanente, all’Avvenire tocca mettere giù una vera e propria guida, andando a scovare uno per uno tutti i candidati con il pedigree cattolico, coalizione per coalizione. E poi, come se non bastasse la complessità politica, ecco la necessità di indicare anche l’appartenenza a eventuali movimenti (Sant’Egidio, Focolari, Comunione e liberazione, Rinnovamento nello spirito, Agesci, Azione cattolica, Acli, Scienza & vita eccetera), senza contare istituti vari e sindacati. L’elettore cattolico, oggigiorno, dovrebbe andare alle urne con una mappa in mano, come si fa quando si scende nella tentacolare metropolitana di Londra. E senza garanzia alcuna di uscire vivo dal labirinto.

E come la mettiamo con i dubbi di coscienza? Che fare se quel cattolico doc che mi sembra tanto bravo ha scelto di stare in uno schieramento che invece non mi va giù? E, al contrario, come comportarmi se il mio schieramento preferito mette in lista un cattolico che non mi è mai andato giù?

Come criterio di valutazione si potrebbe guardare all’età, ma dove sta scritto che la gioventù è una garanzia? Si sa che la giovinezza, di per sé, è una malattia, ma per fortuna passa presto. Tempo fa, per orientarsi, uno poteva guardare a Todi. La graziosa cittadina umbra sembrava il faro in grado di orientare finalmente la scelta. Se i magi seguivano la stella, ai cattolici bastava rivolgersi verso Todi. E invece, nel breve giro di qualche mese, puf! Todi, per il povero elettore cattolico itinerante, è diventato sinonimo di confusione e fallimento.
Dunque, mappa alla mano, ora si marcia verso le urne in (dis)ordine sparso, e senza nessuna garanzia di raggiungere la meta.
Anche se poi, alla fine, resta un dubbio di fondo: ma questo elettore cattolico esiste davvero?


24 gennaio 2013

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