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martedì 29 novembre 2022
 

Che cos'è il clericalismo?

Il clericalismo è il senso di superiorità, di distanza nei confronti del popolo di Dio da parte del clero, cioè vescovi, preti, diaconi, ma anche da parte di religiosi e religiose. Anche i laici possono incorrere nel clericalismo, quando vengono meno al loro ruolo di cristiani testimoni di Cristo e demandano ogni cosa ai preti, come se la Chiesa fosse “cosa loro” e non la comunità a cui tutto apparteniamo.

Un esempio è quando nelle trasmissioni tv invitano un prete a rappresentare il parere della Chiesa, preferibilmente in clergyman o con la talare. Mentre ogni cristiano, in virtù del battesimo, rappresenta la Chiesa. In una sua lettera del 2016 papa Francesco spiegava che il clericalismo «non solo annulla la personalità dei cristiani, ma tende anche a sminuire e a sottovalutare la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente. Il clericalismo porta a una omologazione del laicato; trattandolo come “mandatario” limita le diverse iniziative e sforzi e, oserei dire, le audacie necessarie per poter portare la Buona Novella del Vangelo a tutti gli ambiti dell’attività sociale e soprattutto politica».

Non si tratta di sminuire il ruolo del clero, ma di seguire le parole di Gesù agli apostoli: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mt 20,25-28).


11 marzo 2022

 
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