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sabato 11 luglio 2020
 

Chi soffia sul fuoco della paura alimenta il razzismo

Apprezzo molto i vostri articoli sul tema delle migrazioni. Non solo a Goro e Gorino nel Ferrarese, ma anche in un paese in provincia di Trieste s’è manifestata una forte opposizione contro la presenza di venti stranieri, che avrebbero dovuto passare la notte in un edificio di proprietà della diocesi. Era un’iniziativa concordata tra Prefettura, Caritas diocesana e la parrocchia. La reazione più dura s’è scatenata contro il parroco. Nove famiglie su ventiquattro hanno ritirato i bambini dal corso di preparazione alla Prima Comunione. Per fortuna, apprese le motivazioni, le altre parrocchie non hanno accettato il trasferimento. Un’assemblea convocata da Prefettura e Comune per informare sulle modalità dell’accoglienza è stata sospesa per via della gazzarra. Anche qui, come a Goro e Gorino, la popolazione è stata aizzata da gente molto politicizzata, venuta appositamente da fuori. Concordo con papa Francesco, che ha detto: «Se mi dico cristiano e caccio un rifugiato io sono un ipocrita».

DARIO - Trieste

Chi sofŒfia sul fuoco della paura alimenta sentimenti razzisti nei confronti degli immigrati. Al tempo stesso i disagi vanno ripartiti in modo equo, per evitare che si creino situazioni difŒficili da gestire, che non facilitano l’integrazione. Se tutti gli ottomila Comuni d’Italia si facessero carico degli immigrati, con la proporzione di uno straniero ogni mille abitanti, forse non assisteremmo a vergognose barricate per respingere donne e bambini scampati a morte certa nei loro Paesi. Papa Francesco non perde occasione per ribadire che «un cristiano non può cacciare via un rifugiato, uno che cerca aiuto, un affamato». Altrimenti sarebbe un ipocrita. Allo stesso modo dell’Occidente che difende le radici cristiane e poi è contro i rifugiati. Pura contraddizione.


24 novembre 2016

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