Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
lunedì 20 maggio 2024
 

Chiesa e popolo di Dio

Non capisco perché su Famiglia Cristiana si continui ad alimentare la confusione tra “Chiesa ufficiale” e la “Chiesa” in genere. Non esiste, forse, una sola Chiesa e un solo capo? Oppure, per “Chiesa ufficiale” (che, tra l’altro, avrebbe eletto come suo capo proprio papa Francesco) occorre intendere altro? Forse, lo Spirito Santo agisce solo in occasione dei conclavi? La prego di fare chiarezza, perché questa separazione è molto diffusa tra i più acerrimi nemici della Chiesa.

Un lettore

A cinquant’anni dal concilio Vaticano II non siamo ancora riusciti a far passare il concetto di Chiesa come “popolo di Dio”, di cui tutti – gerarchia e fedeli – facciamo parte in forza del battesimo che ci accomuna e ci dà pari dignità, pur con funzioni e ministeri differenti. Ancora oggi, quando si parla di Chiesa si intende solo preti, vescovi e Papa. E lo stesso fedele battezzato ne parla con distacco, come di qualcosa di estraneo a sé, che non gli appartiene. Quanto allo Spirito, “soffia” dove e quando vuole, non secondo le logiche e i calcoli umani. Come ha dimostrato anche nel recente Conclave con l’elezione di papa Francesco.


02 ottobre 2013

I vostri commenti
2

Stai visualizzando  dei 2 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo