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martedì 30 novembre 2021
 

Ciclone tropicale nell’Atlantico, primi morti

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Nella seconda parte della scorsa settimana nel Mar dei Caraibi si è rapidamente formato un ciclone tropicale che, dopo aver attraversato la Penisola dello Yucatan, il giorno 29 è riemerso sul Golfo del Messico dove, scorrendo al di sopra di mari molto caldi, ha acquistato notevole energia (il calore e l’umidità forniti dalle superfici marine sono il carburante che alimenta i cicloni tropicali), come testimoniato dall’immagine scattata dal satellite GOES-13 della NOAA.
Il ciclone, cui è stato assegnato il nome di Arlene, è stato il primo del 2011 a formarsi nel bacino atlantico e quando il giorno 30 ha nuovamente investito le coste del Centro America lo ha fatto con l’intensità di una tempesta tropicale che ha scatenato sul Messico piogge torrenziali e venti a circa 100 chilometri orari.

In particolare le piogge insistenti e abbondanti, che durante il fine settimana scorso hanno accompagnato la tempesta nel suo passaggio sul Messico, purtroppo hanno provocato numerosi danni e anche delle vittime: più di 200 000 famiglie sono rimaste per molte ore senza energia elettrica, centinaia di abitazioni e diverse strade sono state rese inagibili e a causa di numerose frane e allagamenti hanno perso la vita 17 persone, mentre altre 2 rimangono tutt’ora disperse. In compenso le frange periferiche di questo ciclone tropicale si sono spinte fin sul Texas dove, grazie ai diffusi acquazzoni portati dalle nubi cariche di pioggia della tempesta, si è in parte alleviato il periodo di forte siccità che negli ultimi mesi ha colpito le regioni meridionali di questo stato. 


07 luglio 2011

 
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