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martedì 28 giugno 2022
 

Come dare un volto umano alla burocrazia

In riferimento alla lettera pubblicata da Famiglia Cristiana n. 11 dal titolo “La burocrazia anche in chiesa?”, credo che essa in fin dei conti sia un’osservanza esagerata e inflessibile dei regolamenti quando vengono osservati negli aspetti formali. Sono stato per 36 anni un dipendente pubblico e, pur svolgendo la mia mansione nell’ossequio e nell’osservanza dei regolamenti, ho sempre cercato di avere una certa elasticità nella loro applicazione. Lo snellimento della burocrazia è dovuto alla mentalità e alla professionalità dei propri funzionari e non al rigore delle leggi. ANTONIO DE MARCO

Il vocabolario Treccani spiega che la burocrazia, tra gli altri significati, può indicare «il potere assunto dalla massa dei funzionari, e soprattutto la lunga e complessa serie di formalità e procedure, spesso avvertite come eccessive e inutili, attraverso cui una pratica deve passare per essere portata a termine». Qualcun altro la definisce un male necessario. Non sono completamente d’accordo. Secondo me è un bene necessario perché essa, nella sua funzione originaria, ha lo scopo di conferire ordine e regolarità ad alcuni atti umani, soprattutto quelli che hanno a che fare con le istituzioni (civili e religiose), e a darne certezza giuridica in epoca postuma al loro compimento. Così è anche per le nostre parrocchie, a cui spesso ci rivolgiamo per avere dei certificati.

Proprio per renderla più umana, essa va, però, resa snella, come dice Antonio, e quindi umana attraverso operatori saggi che la rendano un servizio ai fruitori e non un peso caricato sulle loro spalle.


20 aprile 2022

 
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