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Libri, il buono e il cattivo Aggiornamenti rss Paolo Perazzolo
Responsabile del desk Cultura e spettacoli

Come divorare 1.000 pagine in 6 giorni

Si può scrivere un capolavoro a soli 28 anni? E si può leggere un romanzo di 1.000 pagine in sei giorni? La risposta è affermativa a entrambe le domande, se l'autrice in questione risponde al nome di Eleanor Catton e il libro a cui ci riferiamo è I luminari (Fandango).

Ad accorgersi della bravura della ragazza e della bellezza del suo romanzo sono stati anche i giurati del Man Booker Prize, il più importante premio letterario in lingua inglese, che decretandola vincitrice nel 2013 ne hanno fatto la scrittrice più giovane ad aggiudicarselo. 

Il nucleo narrativo attorno a cui si sviluppa l'intera trama è in realtà abbastanza semplice. Siamo sulla costa Sud-occidentale della Nuova Zelanda, nel 1865-66, in piena caccia all'oro. Il candidato al seggio di quel territorio, avvicinandosi alla cittadina di Hokitika, scopre il corpo senza vita di un uomo in una casupola su una montagna e una grande quantità d'oro in lingotti. Nelle stesse ore, Anna, una prostituta, viene trovata sulla strada in stato di incoscienza, apparentemente per aver assunto una dose eccessiva di oppio. Infine, un giovane facoltoso e affascinante, amato da tutti, è scomparso nel nulla...

Come è morto l'eremita sulla montagna? Da dove viene l'oro custodito nella sua abitazione e a chi appartiene? Che cosa è successo ad Anna? E che fine ha fatto il giovane ricco?

In fuga da una disfatta famigliare, che lo ha portato ad allontanarsi dal padre e dal fratello, anche il giovane Walter Moody approda in questo angolo di mondo con la speranza di rifarsi una vita e di arricchirsi con l'oro. All'arrivo, in una sala dell'hotel dove alloggia, finisce involontariamente dentro la riunione di un gruppo di 12 uomini. Ciascuno di loro gli racconterà la vicenda dal suo punto di vista, aggiungendo via via un tassello alla verità. E solo nelle ultime pagine il lettore avrà a disposizione una ricostruzione completa dei fatti.

I luminari è, dunque, un giallo. Ma un giallo sofisticato, impressionante nella struttura; un giallo storico ed esistenziale... La capacità dell'autrice di orchestrare la complessa trama e di muovere i personaggi all'interno di un ambiente, caratterizzato nel dettaglio sia sul piano naturalistico sia su quello storico, è semplicemente impressionante.

Nel corso del romanzo sono almeno una decina i personaggi che vengono prima presentati, poi progressivamente rivelati nella loro essenza più profonda, a mano a mano che la storia si dipana, acquistando sempre più spessore e umanità (buona e cattiva).
Altrettanto notevole è la forma letteraria, impostata secondo criteri astronomici e astrologici. Il lettore si immerge nel racconto e non ne può più uscire. Si ritrova a pensare al romanzo anche quando è affaccendato in altre cose. 

In questo grandioso affresco, lo sguardo dell'autrice è sempre defilato, ma presente. Lascia che a esprimere valutazioni e opinioni siano i suoi personaggi, il modo in cui si inseriscono nella storia, le loro scelte morali, il loro coraggio e la loro cattiveria. Ne emerge un paesaggio umano avido, disposto a tutto per mettere le mani sull'oro e sul denaro, dedito a interessi egoistici. Non mancano però le eccezioni: la purezza, l'innocenza, gli ideali albergano laddove non ci si aspetta di trovarli. A ogni movimento dei pianeti, la storia segna uno scatto, la prospettiva muta, il giudizio cambia...

Un capolavoro. Capito perché ho letto 1.000 pagine in sei giorni?


26 agosto 2014

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